Cronaca

Facebook e le truffe di ‘Promo Regione’

di Umberto Rapetto (*)

Da tempo – non so voi – sono bersagliato da chiamate sul cellulare che esordiscono con “Promo Regione” e che tentano di rifilarmi un depuratore d’acqua gratuito.

Sono quelli che sghignazzano del divieto di “telemarketing selvaggio” imposto dalle autorità e strombazzato come un grande successo della strenua lotta a tutela del cittadino tormentato da villani che beffano ogni legge e regola del buon vivere.

Questa torma di nobiluomini ha pensato di diversificare la propria azione commerciale approdando anche sui social, dove altri gentleman accettano a pagamento di sponsorizzare certe attività truffaldine. Lo scenario vede mescolarsi farabutti di periferia con impomatati imprenditori hi-tech e manager rampanti, tutti accomunati dal desiderio di far denaro, poco importa se sulla pelle dei poveracci….

Verrebbe da pensare che le piattaforme digitali che si fanno pagare per reclamizzare iniziative “birichine” siano sostanzialmente complici di quelle stesse malefatte. Quelli che ancora hanno un’etica (pochi, fortunatamente pochi…) sono portati a pensare che qualcuno tragga indirettamente profitto da attività illecite ma forse tali riflessioni sono esagerate. Come si può credere che colossi di Internet possano accettare denaro per aiutare malfattori?

Frequento poco e malvolentieri le piattaforme social di Mark Zuckerberg e quindi forse me ne sono accorto solo adesso, fatto sta che da qualche giorno sulle pagine di Facebook appare un post che dice “ATTENZIONE! Servizio attivo per i RESIDENTI di ROMA: è disponibile il depuratore d’acqua GRATIS”.

 

A pubblicarlo è “LAZIO REGIONE”, la cui piccola icona con tanto di banda tricolore su fondo azzurro lascia credere agli utenti (non sempre attentissimi) che si tratti di qualcosa di serio e attendibile.

Chi ha smesso di credere alle favole sposta il mouse sull’identificativo di chi ha pubblicato quel post “sponsorizzato” (ovvero inserito da Facebook a pagamento) e scopre che “Questa pagina è una pagina gestita da un’azienda privata ad uso commerciale, non è l’omonimo ente regionale”.

 

I più sprovveduti, che legittimamente non si trasformano in emuli di Sherlock Holmes, cliccano in totale buona fede sul link che apre la pagina di questi signori (collegamento per i più curiosi e magari per chi pensa di approfondire la questione) e in preda all’illusione di qualcosa di gratuito magari compila il modulo che in pochi passaggi fa sprofondare nella fregatura…

 

Il “purificatore d’acqua” sembra essere particolarmente di moda e Facebook ne approfitta con piacere e profitto per vendere inserzioni pubblicitarie che somigliano a post “normali”, che però sono etichettati con carattere piccolo piccolo attraverso l’elegante dizione “sponsorizzato”.

D’altronde ognuno cerca di guadagnare anche se tocca farlo a scapito dei più deboli che sui social network di certo non mancano.

Scorrendo le pagine di Facebook saltano fuori altre “proposte” simili, una delle quali riporta addirittura un cartello stradale con tanto di logo della Regione Lazio, quella vera….

Occhi aperti, mi raccomando…

(*) Docente universitario, Giornalista

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