Esteri

Onu: “Emergenza invernale a Gaza, neonati a rischio” E l’Unrwa chiede più aiuti per la popolazione

 

Il Coordinamento degli Affari Umanitari dell’Onu ha lanciato l’allarme pioggia e freddo a Gaza. “Con l’arrivo di un’altra tempesta invernale nella Striscia – ha dichiarato il portavoce, Farhan Haq – le basse temperature e le piogge mettono particolarmente a rischio i gruppi vulnerabili. Tra questi figurano i neonati, per i quali l’ipotermia è estremamente pericolosa”. Le Nazioni Unite e le noprofit, ha aggiunto, “hanno intensificato gli sforzi per fornire assistenza alle comunita’ che vivono in aree soggette a inondazioni, anche aumentando la distribuzione di abiti invernali per bambini, da cinquemila a ottomila kit al giorno”.

 

Appello dell’ Unrwa: “Servono piu’ aiuti”

 

L’ambasciatore Usa alle Nazioni Unite Mike Waltz ha visitato il valico di Kerem Shalom, nel sud di Gaza, con funzionari dell’esercito israeliano. L’inviato Usa ha affermato che da quando e’ stato raggiunto il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, piu’ di 600 camion hanno portato cibo, alloggi e medicine a Gaza ogni giorno. Un’affermazione in netto contrasto con la situazione nell’enclave palestinese dove gli aiuti scarseggiano ancora. Nel mezzo della crisi umanitaria in corso a Gaza, le Nazioni Unite e le agenzie umanitarie internazionali riferiscono che Israele non sta consentendo l’ingresso nell’enclave di aiuti alimentari o attrezzature di emergenza sufficienti. Una crisi ulteriormente aggravata dalle inondazioni. Ancora oggi, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha riferito che alcune strade di Gaza sono allagate e le tende sono inzuppate d’acqua dopo le ultime piogge invernali, peggiorando ulteriormente le gia’ precarie condizioni di vita della popolazione sfollata. “Ambienti freddi, sovraffollati e insalubri aumentano il rischio di malattie e infezioni. Questa sofferenza potrebbe essere evitata con aiuti umanitari senza ostacoli, inclusi supporto medico e alloggi adeguati”, ha dichiarato l’agenzia Onu. Da fonti concordanti, l’esercito israeliano ha rifiutato l’ingresso di molte tende e case mobili a Gaza nonostante le dure condizioni meteorologiche e le infrastrutture distrutte, lasciando centinaia di migliaia di persone senza protezione e supporto adeguati. La Protezione Civile Palestinese ha fatto sapere che le sue squadre nel sud di Gaza hanno evacuato 14 tende allagate dall’acqua piovana in diverse zone di Khan Younis, trasferendo gli sfollati palestinesi in altre localita’. Ieri l’esercito israeliano ha nuovamente affermato che le Nazioni Unite stanno “fabbricando una falsa narrativa” sulla mancanza di medicinali essenziali e altri farmaci salvavita, che sono completamente esauriti o stanno subendo gravi carenze. Intanto le violenze proseguono a Gaza: l’agenzia Wafa ha riferito dell’uccisione di un palestinese ad al-Mawasi, vicino a Rafah, nella Striscia meridionale. Secondo l’agenzia stampa palestinese, ieri sera le forze israeliane hanno aperto il fuoco nei pressi della Rotatoria delle Bandiere ad al-Mawasi, uccidendo una persona e ferendone altre. Secondo l’ufficio stampa del governo di Gaza, Israele ha violato il cessate il fuoco piu’ di 700 volte dal suo inizio, il 10 ottobre.

Red

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