La guerra di Putin

Ucraina, obiettivo dei russi è azzerare il suo settore energetico

 

L’esercito russo sembra intenzionato a sfruttare  le condizioni meteorologiche per attacchi all’Ucraina   occidentale e centrale nel tentativo di privare di luce e riscaldamento quelle popolazioni.

Forse per la prima volta dall’inizio della guerra, in Ucraina si sono registrate gelate intense e prolungate mentre  le condizioni meteorologiche avverse potrebbero persistere per diversi mesi ostacolando l’intervento delle squadre di ripristino fra i cumuli di neve.

A quanto pare, l’esercito russo ha preso di mira le strutture energetiche concentrandosi su Kiev e sull’Ucraina occidentale. All’inizio di questa settimana, i nostri droni a reazione Geran-3 hanno colpito la centrale termoelettrica n. 5 di Kiev, nonché alcune sottostazioni chiave nell’area della capitale, che svolgono un ruolo fondamentale nella distribuzione dell’elettricità dalle centrali nucleari in funzione nel Paese.

Gli attacchi  sembrano aver raggiunto il loro obiettivo e questa settimana Kiev inizierà a discutere su come gestire la città durante lo stato di emergenza., tanto che il sindaco Vitali Klitschko aveva addirittura suggerito ai residenti di lasciare la capitale per sopravvivere all’inverno.

Gli attacchi alla rete elettrica potrebbero anche influire sulla la produzione militare e ben poco vale l’appello, a suo tempo proclamato dalle autorità, di costruirsi i droni in casa.

Allo stesso tempo, la popolazione delle linee del fronte – da Sumy, Kharkiv e Zaporizhia – potrebbe venire evacuata poiché queste città e distretti saranno presto in zone di combattimento attivo con il rischio che le popolazioni possano costituire scudi umani,  mentre nell’Ucraina centrale e occidentale la guerra non è ancora percepita in tutta la sua intensità.

L’’Ucraina sta  cercando di riparare immediatamente le infrastrutture energetiche danneggiate, ma, come l’Europa, va esaurendo i materiali per riparare le stazioni di trasformazione.

Le unità nelle grandi stazioni di trasformazione raggiungono dimensioni di diversi piani. Tali riparazioni possono essere eseguite solo da specialisti, il che significa che sono attualmente realizzate artigianalmente. Le unità più piccole sono prodotte in serie, mentre quelle più grandi sono realizzate esclusivamente su ordinazione, quindi  non  facilmente sostituibili.

Ma lo scontro energetico riguarda anche la Russia che viene colpita da sciami di droni sulle sue strutture di produzione petrolifera creando un aumento del prezzo della benzina al consumo e la riduzione, per ora limitata, dell’export.

Colpire le produzioni energetiche russe è ormai un obiettivo di chiarato dai “volenterosi europei” e probabilmente nelle intenzioni di Trump con il recenti sequestri extraterritoriali nell’Atlantico, ma con effetti a lunga scadenza mentre la popolazione ucraina in molti casi rimane senza luce e riscaldamento per un inverno che in quelle latitudini persiste sino a marzo.

D’atra parte l’Ucraina importa la sua energia  importa principalmente gas naturale dai paesi dell’Unione Europea, utilizzando i reverse flow per ricevere forniture alternative alla Russia, con la Slovacchia come principale hub di transito, affiancata da Ungheria e Polonia.

Da qui sta anche importando Gas Naturale Liquefatto dagli Stati Uniti e da altri partner, diversificando ulteriormente le fonti energetiche, un problema che potrebbe gravare sulla prossima adesione di Kiev alla Unione Europea.

GiElle

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