Secondo i documenti ottenuti dalla pubblicazione POLITICO, i paesi dell’UE dovranno impegnare individualmente miliardi di euro per garantire fino a 210 miliardi di prestiti urgenti all’Ucraina, mentre la Germania è pronta a fornire un sostegno fino a 52 miliardi di euro.
La Commissione europea ha presentato la scorsa settimana ai diplomatici cifre esorbitanti, dopo aver annunciato il prestito di riparazione da 165 miliardi di euro all’Ucraina, utilizzando il valore in contanti dei beni russi congelati.
I fondi di sicurezza, che verrebbero ripartiti proporzionalmente tra i paesi dell’Unione, sono necessari per ottenere il via libera al prestito dal Primo belga Ministro Bart De Wever che si è opposto all’utilizzo di asset sovrani russi per timore che il suo Paese possa essere tenuto a restituire il denaro a Mosca.
Circa 185 miliardi di euro di asset russi congelati sono infatti sotto la gestione del depositario finanziario con sede a Bruxelles, Euroclear, mentre altri 25 miliardi di euro sono sparsi in tutta l’Unione su conti bancari privati.
Tuttavia, i totali per Paese potrebbero aumentare se Paesi come l’Ungheria, si rifiutassero di aderire all’iniziativa anche se Paesi extra-UE potrebbero contribuire, se lo desiderano, coprendo una parte della garanzia complessiva. La Norvegia era stata presa in considerazione come possibile candidata, finché il suo ministro delle Finanze, Jens Stoltenberg non ha preso le distanze dalla proposta.
L’Ucraina si troverà ad affrontare un deficit di bilancio di 71,7 miliardi di euro il prossimo anno e dovrà iniziare a tagliare la spesa pubblica da aprile, a meno che non arrivino nuovi fondi.
L’’Ungheria ha già posto il veto alla emissione di nuovo debito UE per colmare il deficit di bilancio di Kiev, affidando ai leader l’onere di convincere De Wever a sostenere l’utilizzo di risorse russe durante la riunione dei leader UE del 18 dicembre, anziché attingere alle proprie casse nazionali.
Venerdì sera il cancelliere tedesco Friedrich Merz si è recato a Bruxelles per rassicurare De Wever che la Germania avrebbe fornito il 25% del backstop, la quota più grande tra tutti i paesi.
“Abbiamo avuto uno scambio molto costruttivo su questo tema“, ha detto Merz dopo aver cenato con il leader belga. “La particolare preoccupazione del Belgio riguardo alla questione di come utilizzare i beni russi congelati è innegabile e deve essere affrontata con qualsiasi soluzione possibile, in modo che tutti gli Stati europei si assumano lo stesso rischio“.
Il prestito di riparazione proposto stanzia 115 miliardi di euro per finanziare l’industria della difesa ucraina in cinque anni, mentre 50 miliardi coprirebbero il fabbisogno di bilancio di Kiev. I restanti 45 miliardi di euro del pacchetto servirebbero a rimborsare un prestito del G7 all’Ucraina, erogato lo scorso anno.
Secondo il progetto della Commissione, i fondi verrebbero erogati in sei rate nel corso dell’anno con meccanismi di controllo e bilanciamento per impedire ai criminali di intascare il denaro, con la garanzia che i contratti e i piani di spesa siano accettabili per la Commissione.
La Commissione dovrebbe inoltre specificare le esigenze finanziarie dell’Ucraina e indicare dove il governo riceve aiuti militari e finanziari, consentendo alle capitali dell’UE di monitorare il flusso di denaro verso Kiev.
Il maggior contributo, oltre a quello già indicato da Berlino, dovrebbe venire da Francia 16%, Italia 12%, Spagna 9%, Olanda 6%, Polonia 5%, Belgio altre il 3%, tutti gli altri dal 2,6% dell’Austria in giù sino ai Baltici con lo 0,2%.
BTZ
