di Michele Rutigliano (*)
Dopo tante perplessità e polemiche sulla utilità o meno di un piccolo aeroporto in Basilicata, si scopre finalmente che non si tratta più di una battaglia identitaria né una banale rivendicazione localistica. La “Pista Mattei” di Pisticci torna al centro del dibattito pubblico come infrastruttura strategica per l’intero Mezzogiorno ionico. Nell’intervista rilasciata alcuni giorni fa, nel corso della trasmissione televisiva “Oltre il Giardino” – condotta da Paride Leporace, Giuseppe Mazzei ha rilanciato una visione chiara: La pista Mattei non dovrà essere un aeroporto solo “per la Basilicata”. Dovrà configurarsi, invece, come uno scalo al servizio di tre regioni – Basilicata, Puglia e Calabria – in un’area che concentra alcune delle più grandi potenzialità turistiche e produttive del Sud.
Oggi la Basilicata è l’unica regione italiana a non avere un aeroporto commerciale operativo. I lucani si dividono tra Bari, Brindisi, Napoli e Lamezia Terme, con tempi di percorrenza che spesso superano le due ore. Nel frattempo, l’aeroporto di Bari ha superato nel 2023 i 6 milioni di passeggeri, Brindisi i 3 milioni, Lamezia Terme circa 2,8 milioni. Numeri che dimostrano quanto la domanda di mobilità aerea nel Sud sia solida e in crescita.
La Pista Mattei – già esistente come aviosuperficie – potrebbe diventare un hub leggero, vocato ai voli nazionali, charter e low cost, intercettando flussi oggi “in fuga” verso altre regioni. Non si tratta di duplicare infrastrutture, ma di riequilibrare un’area vasta che va dal Metapontino al Tarantino, fino alla Sibaritide calabrese.
Turismo, Magna Grecia e mercati internazionali
Il cuore del progetto è la Magna Grecia ionica. , patrimonio UNESCO che continua a rappresentare un brand internazionale. Nel 2019, anno in cui Matera fu Capitale Europea della Cultura, la Città dei Sassi superò il milione di presenze turistiche. Ma accanto a Matera c’è un sistema diffuso: le Tavole Palatine di Metaponto, i parchi archeologici della costa ionica, le spiagge del Metapontino, il Parco del Pollino, i borghi storici tra Basilicata e Calabria, fino alle eccellenze pugliesi del Tarantino.
Un aeroporto in posizione baricentrica rispetto alla fascia ionica consentirebbe pacchetti integrati tra mare, cultura, enogastronomia e turismo esperienziale. Il turismo europeo – tedesco, francese, polacco – e quello extraeuropeo cercano mete autentiche ma facilmente raggiungibili. Senza collegamenti diretti, la competitività si riduce.
Secondo i dati ENIT, il Sud Italia è tra le macroaree con il più alto tasso di crescita della domanda internazionale post-pandemia. Tuttavia, l’accessibilità resta il principale fattore critico. Uno scalo ionico potrebbe intercettare voli charter legati ai tour operator, flussi crocieristici da Taranto e Corigliano-Rossano e turismo di ritorno delle comunità lucane e calabresi all’estero.
Impatto economico e filiere produttive
Un aeroporto non è solo una pista: è un moltiplicatore economico. Studi di settore indicano che ogni milione di passeggeri può generare tra gli 800 e i 1000 posti di lavoro diretti e indiretti, oltre a un significativo indotto in servizi, logistica, ristorazione e accoglienza. Anche uno scalo di dimensioni medio-piccole, con 300-500 mila passeggeri annui, potrebbe attivare centinaia di occupati e rafforzare il tessuto imprenditoriale locale.
La Basilicata, con il polo automotive di Melfi e l’estrazione energetica in Val d’Agri, ha bisogno di collegamenti rapidi per manager, tecnici e investitori. La stessa area ionica ospita distretti agroalimentari d’eccellenza – dal vino Aglianico ai prodotti ortofrutticoli del Metapontino – che potrebbero beneficiare di una migliore connessione logistica.
La “Pista Mattei”, dunque, non è un sogno campanilistico, ma una proposta di sistema. In una fase in cui il PNRR e i fondi europei spingono sulla coesione territoriale, l’infrastruttura potrebbe diventare simbolo di una cooperazione interregionale concreta. Un aeroporto per tre regioni del Sud, capace di connettere la Magna Grecia ai mercati europei e internazionali, trasformando una storica marginalità geografica in piattaforma strategica per tutto il nostro Mediterraneo.
(*) Giornalista
