“Oggi 40 paesi stanno valutando di contribuire a rendere lo stretto di Hormuz libero e percorribile appena le condizioni lo permetteranno. Ben 24 di questi paesi hanno già manifestato la loro disponibilità di massima a partecipare con assetti altamente specializzati, utili ad esempio a rimuovere le mine di cui nessuno conosce la localizzazione o il numero”. Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz intervenendo in audizione davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e alla Commissione Esteri e Difesa delSenato. “Nel complesso Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Spagna, Olanda, Norvegia, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Canada, Australia e Nuova Zelanda si sono detti tutti disponibili a fornire capacità operative significative e altri stanno valutando di fare altrettanto. Un quadro che conferma la natura multinazionale dello sforzo”, ha spiegato Crosetto.
Obiettivo condiviso ritorno navigazione Hormuz
“Proprio ieri ho avuto un ulteriore colloquio con i ministri della Difesa dei nostri paesi partner con cui abbiamo registrato una piena convergenza su alcuni principi fondamentali: la necessità di garantire la sicurezza della navigazione in uno dei punti più sensibili del mondo e al tempo stesso la volontà di mantenere ogni iniziativa rigorosamente separata dal conflitto in corso. L’obiettivo condiviso resta quello di favorire, il più velocemente possibile, attraverso un’azione coordinata della comunità internazionale, un ritorno a condizioni di stabilità e normalità nella navigazione marittima nell’area di Hormuz”.
A oggi non penso tregua sia possibile
“La tregua è possibile? Non lo so, non penso. Oggi e questa settimana penso sia meno facile di quello che pensavo una settimana fa. Ci stiamo preparando a farla perché speriamo che prevalga il buon senso e ci stiamo preparando. Non a inviare navi armate, perché i caccia mine non sono navi armate perché hanno bisogno di una scorta logistica e di una protezione”, ha sottolineato Crosetto.
Nessuna missione a Hormuz senza vera tregua
“Una nuova missione militare prevede prima una vera tregua, poi una cornice giuridica e infine l’autorizzazione del Parlamento”. Crosetto ha spiegato come “la tregua appare fragile e precaria è indispensabile mantenere un accordo serio e responsabile sia con i nostri alleati internazionale sia nel rapporto tra governo e parlamento”.
Avviciniamo cacciamine a Hormuz ma aspettiamo pace
“Laddove ‘scoppiasse’ la pace servirebbe quasi un mese di navigazione a tutte le unità delle nazioni alleate indicate per raggiungere il Golfo Persico. Ecco perché ci stiamo organizzando anche noi per avvicinarsi in quell’area, pur rimanendo a distanza di sicurezza. Questo è l’oggetto di una parte della mia comunicazione”. riunite Esteri e Difesa della Camera e alla Commissione Esteri e Difesa del Senato. “Per quanto riguarda l’Italia sarà il Parlamento a valutare e decidere o meno di contribuire alle iniziative internazionali e in che modo”, ha aggiunto il ministro spiegando l’importanza del contributo della Marina Militare “Inizialmente nel Mediterraneo orientale, successivamente nel Mar Rosso, nell’ambito delle missioni già in corso Mediterraneo Sicuro e Aspides, sempre rigorosamente all’interno del quadro autorizzato a missioni internazionali dell’Italia. Si tratta di assetti specialistici altamente tecnologici che richiedono settimane per essere trasferiti nell’area ed è proprio per questo che una pianificazione anticipata e un preposizionamento diventano elementi essenziali. Prepararsi a intervenire oggi per intervenire domani se sarà possibile. Una scelta di responsabilità come quella fatta da altri Paesi europei, la Francia di fatto si è già mossa, Regno Unito, Germania e Belgio e altre parti stanno sviluppando analoghe attività di pianificazione per disposizione prudenziale di aspetti specialistici. Questo approccio meramente funzionale consentirà all’Italia, qualora ci fossero le condizioni per una stabilizzazione dell’area e fatte salve le valutazioni e le decisioni del Parlamento, di poter contribuire senza ulteriori ritardi a eventuali iniziative internazionali volte al ripristino della sicurezza e della navigazione”, ha spiegato Crosetto.
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