Politica

Istat: Bonelli, Meloni festeggia numeri ma nasconde salari poveri e caro vita

Angelo Bonelli AVS durante l’informativa del Ministro per l’Ambiente e transizione energetica Gilberto Pichetto Fratin su iniziative in relazione al rincaro dei costi dell’energia per famiglie e imprese. Camera dei Deputati a Roma, Giovedì 23 Gennaio 2025 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse)
Angelo Bonelli AVS during the briefing by the Minister for the Environment and Energy Transition Gilberto Pichetto Fratin on initiatives in relation to the increase in energy costs for families and businesses. Chamber of Deputies in Rome, Thursday January 23 2025. (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

“Giorgia Meloni festeggia i dati sull’occupazione, ma evita di dire agli italiani una cosa semplice: di lavoro parliamo , se stipendi e pensioni vengono erosi dall’inflazione? L’Istat certifica che a maggio l’inflazione sale al 3,2%. I beni energetici non regolamentati crescono del 12,6%, i prodotti ad alta frequenza d’acquisto del 4,5%, mentre l’inflazione acquisita per il 2026 è già al 2,6%. Benzina, bollette e spesa continuano a pesare sulle famiglie. La presidente del Consiglio parla di record occupazionali, ma non del potere d’acquisto, dei salari fermi e di chi lavora restando povero. Un Paese non si misura solo dal numero degli occupati, ma dalla qualità del lavoro e dalla possibilità di arrivare alla fine del mese. La destra non combatte il precariato: nasconde con la propaganda una realtà fatta di stipendi bassi, caro energia e difficoltà quotidiane. Se il governo vuole davvero aiutare chi lavora, approvi il salario minimo, tagli le bollette investendo sulle rinnovabili e smetta di difendere rendite e profitti delle grandi società energetiche”. Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.

Con riarmo reso Italia più povera e vuole andare a voto

“Giorgia Meloni ha messo a rischio l’Italia per salvare se stessa. Ha accettato il ricatto di Trump sul 5% del Pil per le spese militari, un impegno che costa oltre 40 miliardi di euro l’anno fino al 2035. Ora rinuncia a circa 10 miliardi di prestiti europei per gli armamenti, ma non mette in discussione quell’obiettivo. A pagare saranno famiglie e imprese. È una scelta irresponsabile che si somma al fallimento della politica energetica del governo: bollette alte, dipendenza dal gas e ritardi sulle rinnovabili. Per questo Meloni accelera sulla legge elettorale e punta al voto anticipato tra ottobre e novembre: sa che, restando a Palazzo Chigi, dovrebbe presentare una manovra di lacrime e sangue per finanziare gli impegni assunti sul riarmo. E sa anche che la sua legge elettorale è incostituzionale, per questo vuole andare al voto prima della pronuncia della Corte costituzionale.La propaganda di Meloni si sgretola ogni giorno di più, ma nel frattempo sta lasciando agli italiani un Paese più povero e più ingiusto”, conclude Bonelli.

Red

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