È andata in onda ieri sera l’intervista a Marco Poggi in esclusiva a ‘Quarto Grado’ e ha toccato molti punti legati soprattutto alle nuove indagini sul delitto di Garlasco che sono state riaperte ormai un anno fa con l’idea che ad uccidere Chiara Poggi non sia stato Alberto Stasi, allora fidanzato della ragazza condannato in via definitiva nel 2015, ma Andrea Sempio, oggi 38enne e all’epoca 19enne molto amico proprio di Marco. Il giovane, anche lui oggi 38enne, ha spiegato di essere convinto che a uccidere la sorella sia stato Stasi, e questo nonostante la convinzione iniziale, dei primi mesi dopo il delitto, fosse che invece era innocente.
LE ACCUSE DI ESSERE COINVOLTO NELL’OMICIDIO
La cosa peggiore, ha raccontato Marco Poggi rispetto all’ultimo anno e mezzo di indagini, è stato “essere accusato di essere coinvolto nell’omicidio di Chiara: se nessuno mette un freno, se nessuno toglie alle persone l’illusione che una determinata pista o ricostruzione non esiste, ci sarà sempre qualcuno che si inventerà la qualunque”. Secondo lui, quando sono cominciati a girare sospetti e letture alternative, gli investigatori avrebbero dovuto ‘stoppare’ alcune possibili piste, così da spegnere il dibattito mediatico. “Si è iniziato a parlare anche di me, a fare ipotesi. Sai che non puoi farci niente, però…Essere accusato di essere coinvolto mi ha fatto male. Chi indagava poteva smorzare alcune piste“.
ALBERTO STASI COLPEVOLE
Per Marco Poggi il colpevole è Alberto Stasi: “Ero convinto che fosse innocente. Era proprio l’ultima persona che volevamo potesse essere stato”. Poi, nel corso dei processi e delle sentenze, studiando le consulenze e ascoltando il dibattito in aula, Poggi ha spiegato di essersi convinti definitivamente della colpevolezza dell’allora fidanzato della sorella. Convinzione che le nuove indagini e gli indizi sbandierati dalla Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio non sono riusciti a spegnere: “Siamo convinti- dice Marco Poggi parlano per sè e per i propri genitori – che Alberto Stasi è colpevole e convinti che le ultime sentenze a cui siamo arrivati nei processi siano la verità”.
“POTEVANO AVVISARCI DELLA NUOVA INDAGINE”
Marco Poggi ha spiegato che la sua famiglia non ha vissuto bene l’apertura delle nuove indagini, nel senso che avrebbero preferito essere avvisati, senza trovarselo scritto sui giornali, per una questione di “rispetto e umanità”. Ecco cosa ha detto durante l’intervista a ‘Quarto Grado’: “Essere tenuti così in disparte ci ha amareggiato. Sinceramente, mi aspettavo anche che all’apertura delle indagini, prima ancora che uscisse sui media, ci convocassero per dirci banalmente ‘So che siete convinti di altro. È stato condannato in via definitiva, però noi siamo convinti di un’altra cosa e abbiamo deciso di aprire questa indagine’. Non sarà scritto in nessun libro di diritto, di procedure, però, penso come segno di rispetto e umanità, me lo aspettavo. Mi spiace che non ci sia mai stato neanche un colloquio di questo tipo”.
“CHIARA MI AVREBBE DETTO CHE SEMPIO LA IMPORTUNAVA”
Secondo Marco Poggi, la sorella gli avrebbe detto che Sempio le stava dando fastidio, se questa situazione si fosse verificata. Non vede la ragione per cui non avrebbe dovuto farlo. E se proprio non a lui, magari alla cugina o al fidanzato. “Nel momento in cui è coinvolto un mio amico non vedo perché non abbia dovuto chiamarmi per dirmi ‘Guarda, questo mi sta veramente dando fastidio, è un problema per me, prova a sentirlo tu’. Questo me lo sarei aspettato, come mi sarei aspettato che l’avesse detto a qualcuno delle persone che vedeva in quei giorni lì, come Alberto Stasi o mia cugina. Se veramente qualcuno l’avesse importunata, qualcun altro avrebbe dovuto saperlo“.
Quanto al movente sessuale, Marco Poggi continua a trovarlo poco credibile: “Faccio fatica a trovarci una logica perché non c’era nessun contatto, non ho nessun ricordo di Chiara con i miei amici. Non la incrociavamo neanche quando uscivamo, non li ricordo parlare con lei le volte in cui ci siamo incrociati in casa”.
“NON HO VISTO I VIDEO INTIMI”
Come aveva già detto in Procura anche durante l’audizione più recente, quella del 5 maggio, Marco Poggi ha ribadito di non aver mai visto i video intimi di Chiara e Alberto Stasi. “Non li ho mai visti. Sapevo solo della loro presunta esistenza da una chat su Msn che avevo letto anni prima, ma non li ho mai visti e non ho mai detto questa cosa né ai miei amici né ad altre persone. Anche perché sono cose private di mia sorella che non avrei mai messo in giro, nemmeno la voce“.
Andrea Sempio può aver visto quei video? Per la Procura questo potrebbe aver incoraggiato la sua passione per Chiara e spingere il ragazzo a tentare un approccio il cui rifiuto, poi, avrebbe scatenato il delitto. Forse Sempio ha visto o copiato i video di nascosto? Marco Poggi risponde che sì, astrattamente Sempio potrebbe essere rimasto da solo nella stanza dove si trovava il pc di Chiara: “Non posso escludere che io alcune volte sia andato in bagno, sia andato a prendere da bere o a far uscire il gatto e quindi lo abbia lasciato lì pochi minuti”.
“BASTA GIOCARE SULLA VITA DI CHIARA”
“Si è giocato per un anno sulla morte e sulla vita di Chiara“, ha detto Poggi, “le cose che mi hanno ferito di più alla fine sono quelle un po’ che riguardano Chiara e il voler rovinare il suo ricordo”. La sua famiglia? “Ci siamo tornati dentro, forse più di prima. Spero che prima o poi abbiamo la possibilità di voltare pagina“. Marco Poggi è tornato anche sulla questione dei soldi, il risarcimento avuto da Alberto Stasi dopo la fine del processo. Si è malignato che la ragione per cui la famiglia Poggi non volesse in alcun modo credere all’ipotesi di un altro colpevole, fosse legata al fatto di non voler restituire quel denaro. Marco Poggi ha risposto così: “Quella somma, come hanno già detto i miei genitori, è depositata a parte. Una parte è stata utilizzata per pagare le spese legali e consulenti di tutta la trafila dei processi che c’erano stati. La nostra vita va avanti con i nostri stipendi. Mi sono fatto una vita a parte, sono in affitto e lo pago con il mio stipendio”.
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