“Dal primo tavolo di approfondimento al Mimit sulla vertenza Electrolux non sono emerse aperture rilevanti da parte dell’azienda alle richieste dei sindacati sostenute anche dalle Istituzioni locali e dal Ministro Adolfo Urso. Le organizzazioni sindacali avevano chiesto il ritiro del piano presentato da Electrolux che prevedeva 1.700 esuberi e la chiusura dei sito di Cerreto D’Esi”. Lo dichiara in una nota Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico. “Lo difesa dello stabilimento di Cerreto D’Esi e delle produzioni in Italia rappresentano elementi dirimenti all’avvio della trattativa – spiega – Questi quattro incontri di approfondimento sono stati convocati perché c’era l’impegno dell’azienda sulla non chiusura di Cerreto e sui non licenziamenti. Quell’impegno per noi non è né a tempo né formale. Per aprire una vera discussione ci deve essere la garanzia della continuità produttiva e occupazionale di tutti gli stabilimenti, a partire da Cerreto D’esi”. “Dobbiamo mettere in campo le azioni utili per rendere gli stabilimenti italiani maggiormente competitivi – continua l’esponente sindacale – Come organizzazioni sindacali richiediamo trasparenza riguardo ai costi dei prodotti e ai risultati economici degli stabilimenti, è necessario avere un quadro chiaro su cui si deve intervenire politicamente e normativamente. Il Ministro Adolfo Urso ha affermato che è disponibile a mettere in campo misure ordinarie e straordinarie, affinché ci sia un nuovo piano condiviso tra Governo, azienda e sindacati, che per noi vuol dire che tutela dell’occupazione, di tutti gli stabilimenti e della capacità installata. Se non è possibile entrare nel merito delle questioni provando a fare una discussione costruttiva, così non si può proseguire. Occorre un intervento del Governo e un’assunzione di responsabilità sociale da parte dell’azienda al fine di salvaguardare occupazione e produzione e rilanciare il settore degli elettrodomestici”.
