Esteri

Doppia esplosione a Damasco durante la visita di Macron

Due esplosioni hanno avuto luogo a Damasco, la capitale siriana dove da ieri è in visita il presidente francese Emmanuel Macron. Almeno 18 i feriti, ma il capo dell’Eliseo sta bene e prosegue i colloqui col suo omologo presso il palazzo presidenziale. Ambulanze e mezzi di sicurezza si sono immediatamente recati sul posto, blindando l’area. Il bilaterale con Ahmad Al-Shara’a – tenuto segreto fino all’ultimo momento – segna il riconoscimento della nuova leadership siriana da parte di una potenza europea, dopo il rovesciamento del presidente Bashar Al-Assad a fine 2024 da parte di una coalizione di gruppi armati. Come riferiscono fonti di stampa concordanti, una doppia esplosione è stata udita nella mattina nei pressi del quartiere dove ha sede l’hotel in cui soggiorna Macron. È stata vista anche una colonna di fumo chiaro sollevarsi da quella zona. Fonti della sicurezza ai media francesi hanno riferito che due ordigni sono stati rinvenuti in un cassonetto della spazzatura e in un veicolo parcheggiato non lontano dal Four Seasons, l’albergo dove Macron ha trascorso la notte, dopo aver cenato in un ristorante del centro insieme all’omologo Shara’a.  Da Parigi confermano che Macron sta bene e che l’incidente non pone fine alla visita del capo dello Stato, che da stamani si trova presso il Palazzo presidenziale, accompagnato da esponenti del mondo dell’imprenditoria e della finanza francese per rilanciare le relazioni con la Siria. Tra questi, anche Patrick Pouyanné, l’amministratore delegato di Total Energies, la multinazionale degli idrocarburi e delle rinnovabili. Al centro dei colloqui anche la situazione regionale, sulla scia della controversia con Israele, che dopo l’avvento di Shara’a ha occupato il versante siriano delle Alture del Golan, rivendicando ragioni di sicurezza nazionale. Da allora, le forze di Tel Aviv hanno condotto diversi attacchi nelle zone di confine e anche a Damasco, fino a raggiungere l’estate scorsa il Palazzo presidenziale, il ministero della Difesa e il quartier generale dell’esercito. Poco prima di partire, su X Macron ha scritto: “Vengo a esprimere l’impegno della Francia nei confronti del popolo siriano. Per una Siria sovrana, unita nella sua pluralità e in pace con i suoi vicini. Insieme, apriamo una nuova pagina di stabilità e di pace”. Dopo 15 anni di guerra, alimentata anche da potenze straniere, la Siria resta un Paese diviso che cerca faticosamente di uscire dalla povertà, che colpisce nove cittadini su dieci. Le tensioni interne e regionali causano anche sporadici incidenti, come quello dei giorni scorsi, quando una bomba comandata a distanza è stata fatta esplodere in un caffè della capitale. Dieci i morti e diversi feriti. Gli inquirenti non sono riusciti a risalire ai responsabili dell’attentato.

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