Il direttore generale di Roskosmos, Yuri Borisov, CEO di Roskomos dal luglio 1922, ha affermato che l’industria missilistica e spaziale in Russia non è in ottime condizioni di personale e finanziarie, anche se l’impresa aerospaziale russa sta lavorando a contratti per il lancio di satelliti spaziali con Algeria, Vietnam, Myanmar, Repubblica Centrafricana e altri paesi. “L’industria è, francamente, in condizioni finanziarie e di personale non molto buone”, ha detto Yuri Borisov, come riporta la Tass, aggiungendo che l’ente statale aprirà comunque quattro o cinque progetti innovativi, verso i quali intende attrarre i giovani, mentre lcuni di loro collaboreranno alla creazione di una costellazione multi-satellite. Yuri Borisov ha anche affermato che la Russia non si autoisolerà nell’affrontare lo Spazio poiché paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’Europa sono pronti a lavorare con Roskosmos, mentre la Cina è interessata alle competenze russe nella creazione di motori a razzo. “Anche l’isolamento, che ci viene imposto dal G7 e dagli Stati Uniti – ha aggiunto- non ha spaventato Paesi, come Algeria, Myanmar, Vietnam, Egitto, Sud Africa, che stanno lavorando su vari tipi di contratti di lancio di satelliti con noi e che presto saranno in orbita”. Il CEO di Roskosmos ha aggiunto che il rimorchiatore nucleare “Zeus”, sviluppato in Russia, può essere utilizzato nel programma lunare russo-cinese per consegnare carichi pesanti sulla luna. “Per volare sulla luna – ha detto- hai bisogno di un vettore di un livello completamente diverso, uno super pesante. Dobbiamo consegnare sul satellite un grosso anche perché in futuro oltre ad atterrare, occorrerà espandere la costruzione di una stazione lunare. Quindi dovremo , consegnare una quantità sufficiente di carico per sostenere il funzionamento di questa futura stazione”. Si prevede quindi di completare l’implementazione del rimorchiatore Zeus entro il 2030. Borisov ha poi affermato che Roskosmos prevede di aumentare drasticamente la sua costellazione orbitale producendo 300 veicoli spaziali all’anno entro dal 2025 entro il 2030, pari ad un satellite al giorno.
Giu.Lo.
