Il Comando Centrale degli Stati Uniti annuncia di aver “completato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran colpendo decine di obiettivi in diverse località con munizioni di precisione per indebolire la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il traffico marittimo internazionale che collega lo Stretto di Hormuz”. E’ quanto si legge in una nota del CentCom, le cui forze “hanno colpito sistemi militari di difesa, siti radar costieri, capacità missilistiche e di droni, imbarcazioni navali usando per la prima volta droni aerei e droni marittimi unidirezionali”. “Lo Stretto di Hormuz è un corridoio marittimo vitale per il commercio globale – conclude il Comando delle forze statunitensi – L’Iran non lo controlla. Le forze statunitensi sono schierate e pronte ad assicurare che la libertà di navigazione resti garantita al traffico mercantile nonostante la persistente e ingiustificata aggressività dell’Iran e le loro dichiarazioni arbitrarie”. Va detto poi dei contrattacchi dell’Iran.
Pasdaran: “Colpite basi Usa in Giordania, Kuwait e Bahrain”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver colpito “con droni le basi statunitensi” in Giordania, Kuwait e Bahrain. Lo dichiara l’esercito iraniano in una nota diffusa dall’agenzia di stampa Irna, aggiungendo di aver lanciato “attacchi distruttivi” contro sistemi di difesa e missilistici, bunker e rifugi di supporto.
Teheran: “Attacchi Usa vanificano sforzi ultimi mesi per la pace”
Il Ministero degli Esteri dell’Iran “condanna fermamente” gli attacchi “aggressivi” lanciati dagli Usa nelle ultime 24 ore. E’ quanto si legge in una nota del ministero, secondo cui questi “attacchi barbarici non solo costituiscono una palese violazione dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, ma rappresentano anche una seria minaccia per la pace e la sicurezza internazionale – prosegue Teheran – vanificando tutti gli sforzi degli ultimi mesi per ridurre le tensioni e stabilire la pace nella regione”. Il Ministero degli esteri iraniano accusa inoltre gli Stati Uniti di aver “apertamente violato quasi tutti i termini dell’accordo” causando “un ritorno dell’insicurezza nello Stretto di Hormuz e un’interruzione della navigazione commerciale internazionale”.
Red
