Economia e Lavoro

Mps: cda, elementi incertezza in Opas Intesa, continua valutazione su proposta Bpm

Conferenza Stampa del Ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina sull'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulla totalità delle azioni Monte dei Paschi di Siena, Milano (Italy) June 08, 2026 (Photo Claudio Furlan/LaPresse)

di Laura Carcano (*)

Milano – Il cda di Mps prende tempo sull’offerta pubblica di acquisto e di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo ma, nelle osservazioni preliminari diffuse al termine della riunione, esprime dei rilievi.

Nessun giudizio definitivo, ma il board ritiene che il corrispettivo proposto da Ca’ de Sass non valorizzi adeguatamente la banca e sottolinea come l’operazione presenti ancora “rilevanti elementi di incertezza”. Criticato dal board di Montepaschi il premio offerto e le sinergie proposte da Intesa nell’opas. E per quanto riguarda la proposta di Banco Bpm il cda comunica che andrà avanti nella valutazione.

Tornando all’Opas di Intesa con a valle l’accordo con Unipol, il primo rilievo di Rocca Salimbeni è sul prezzo: l’offerta, pari a 1,6 azioni della banca timonata dal ceo Carlo Messina di nuova emissione e un euro in contanti per ogni azione Montepaschi, secondo il Cda di Siena incorpora un premio inferiore rispetto a quello riconosciuto nelle principali operazioni bancarie degli ultimi anni e, agli ultimi prezzi di mercato, si tradurrebbe persino in uno sconto rispetto alla quotazione di Monte dei Paschi. “Si evidenzia – scrive Mps in una nota – che, sulla base dei prezzi ufficiali al 15 luglio 2026, il Corrispettivo esprime uno sconto di circa 3,3% rispetto al prezzo di mercato dell’azione Mps.

Tale sconto risulterebbe ulteriormente ampliato a circa 6,2% qualora si considerasse il prezzo di Intesa Sanpaolo aggiustato per il dividendo interim che Intesa Sanpaolo stessa ha in programma di distribuire a novembre di quest’anno, nell’ammontare atteso dal mercato. L’eventuale neutralizzazione nel Corrispettivo di tale impatto rimane interamente rimessa alla discrezionalità dell’Offerente”. Nella comunicazione al termine del consiglio la banca senese manifesta perplessità anche sulle sinergie annunciate da Intesa, pari a 2,9 miliardi l’anno, considerate particolarmente elevate.

L’offerta, scrive Rocca Salimbeni, “attribuisce a Mps una valorizzazione complessiva pari a circa 30,6 miliardi, corrispondente a un differenziale di circa 3,4 miliardi rispetto alla capitalizzazione di mercato della banca antecedente all’annuncio dell’offerta. Tuttavia, tale maggior valore rappresenterebbe soltanto una quota limitata del valore stimato delle sinergie prospettate dall’offerente e non sembra riflettere, tra l’altro, il cambio di controllo e il successivo break-up di Mps”. Dubbi quindi anche sul passaggio del controllo da un azionista o gruppo di azionisti a un nuovo soggetto, fatto che di norma incorpora un ulteriore valore per chi cede il controllo. Per Siena “il corrispettivo implica un disallineamento tra il peso relativo di Mps sulla base di metriche patrimoniali e la partecipazione in Intesa Sanpaolo riconosciuta ai suoi azionisti dall’Offerta. La Bancacontribuirebbe circa il 34% del patrimonio netto tangibile combinato, mentre agli azionisti Montepaschi verrebbe riconosciuta una partecipazione pari al 22% del capitale sociale di Intesa Sanpaolo attraverso l’offerta”. Tra le criticità anche i possibili ostacoli Antitrust, le incertezze legate al cosiddetto Danish Compromise e l’accordo tra Intesa e Unipol per la cessione di circa 635 filiali e del marchio Monte dei Paschi di Siena, operazione che, secondo il cda, potrebbe non valorizzare pienamente gli asset della banca e indebolirne il radicamento territoriale. Incertezze anche relative alla quota in Generali detenuta attraverso Mediobanca, con la forte posizione di Intesa nell’assicurazione vita. Il board ribadisce poi la fiducia nel piano industriale basato sull’integrazione con Piazzetta Cuccia, ritenuto in grado di creare valore per gli azionisti, e conferma che proseguono anche gli approfondimenti sulla proposta di aggregazione di Piazza Meda, considerata un’alternativa che consentirebbe di preservare l’integrità del gruppo e del marchio Mps. Dopo la nota ufficiale della banca senese, un portavoce di Bpm intanto ha fatto sapere che “prendiamo atto con soddisfazione di quanto comunicato oggi dal Consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena in relazione alla nostra proposta, a conferma della sua valenza industriale e concretezza. Essa, infatti, è finalizzata a creare valore per gli azionisti di entrambe le banche e a consentire di preservare Mps nella sua interezza, a beneficio dei clienti, dei dipendenti e del territorio”.

(*) La Presse

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