di Bibbi Lo Fabbro
Continua nel Centrosinistra il dibattito sul futuro della coalizione, dopo l’intervento dell’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha segnato una profonda divisione tra i protagonisti del Campo largo. Era molto attesa la valutazione su quanto detto da Conte, sia sull’Ucraina che sulla politica interna, della Segretaria del Pd Elly Schlein, che è arrivata, anche se con qualche ora di ritardo.
“Non funziona così. Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito”. Così Elly Schlein risponde alla giornalista del Tg3 che le chiede di commentare le parole del leader del M5S. “Ma adesso non perdiamoci in discussioni tra di noi – aggiunge la leader dem – concentriamoci sui fallimenti di questo governo e sulle nostre proposte concrete, come quella che abbiamo firmato tutti sul congedo paritario, per sostenere milioni di famiglie italiane con cinque mesi pagati al 100% per entrambi i genitori”.
Alla Schlein segue la presa di posizione del Presidente del Pd, Bonaccini.
Bonaccini, non lasceremo sola l’Ucraina, troveremo accordo
“Le primarie, come ha giustamente precisato la segretaria, non definiscono la politica estera e le alleanze internazionali. Non è un caso che proprio la Costituzione su queste materie escluda anche il ricorso ai referendum. Ciò detto, sarà tutto il centrosinistra a mettere al centro la via diplomatica. Difenderemo e non lasceremo mai sola l’Ucraina e con essa la sicurezza europea, la linea Vannacci non prevarrà. Ma non sarà certo sul campo di battaglia che si scriverà la pace: per quella serve la politica e serve un’Europa più forte e autorevole di quella che Giorgia Meloni e i sovranisti con le loro politiche stanno paralizzando”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera l’europarlamentare dem Stefano Bonaccini, presidente del Partito democratico. In merito alle posizioni sull’Ucraina e alle dichiarazioni del leader del M5s Giuseppe Conte, Bonaccini spiega: “Io distinguo le uscite agostane dal punto di caduta che sapremo costruire insieme” All’appuntamento elettorale “arriveremo pronti”. “Molti contenuti hanno visto una progressiva convergenza nell’opposizione parlamentare degli ultimi 4 anni. Il resto lo prepareremo in autunno”, afferma. Le primarie “sono uno strumento democratico, se saranno la cosa più utile faremo quelle. Dipende dalla legge elettorale e dal consenso di tutti gli alleati. L’importante è avere un progetto comune che parli ad un’Italia che sta molto peggio di quattro anni fa”. Poi la netta presa di posizione di Franceschini.
Franceschini: “Primarie da fare solo dopo un patto”
“Non vedo alternative alle primarie. Sarebbe bello se i leader si riunissero in una stanza e ne uscissero tutti concordi sul nome del signor X o della signora Y, ma non mi pare che siamo realisticamente in queste condizioni e oltretutto non mi pare neanche che ci sia questo mister X. Basta con questo tormentone primarie sì e primarie no. Facciamole e basta. Però attenzione – afferma – Abbiamo dato talmente il cattivo esempio, a livello di partiti, nel passato, che la nostra gente, anziché essere contenta di scegliere da chi farsi guidare, adesso è spaventata dai possibili effetti dilanianti”. Per Franceschini, “ci devono essere regole precise. Intanto, la sottoscrizione di alcuni punti cardine comuni, non una cosa di 300 pagine, ma i fondamentali sì”. In merito al nodo Ucraina, Franceschini spiega che “non voteremo armi sì, armi no” e che tra i “punti programmatici importanti che vanno sottoscritti prima, io vedo anche la politica estera”. “E il riconoscimento formale dell’esito del voto deve essere vincolante: non è che chi perde, poi dopo riapre la discussione”. “Chi vince non deve mettere il suo nome sul simbolo del suo partito – sottolinea – Ci siamo passati già nel 2001, quando Francesco Rutelli era il candidato della coalizione e mise il suo nome sul simbolo della Margherita, ci fece guadagnare molti voti in più. Chi vince le primarie, dal giorno dopo non rappresenta il suo partito ma il programma comune e la coalizione. Ha ragione Schlein”.
Poi la posizione di Pina Picierno.
Picierno non fa sconti: “Posizioni Conte filoputiniane, Schlein non si nasconda”
“Le posizioni espresse da Conte sono evidentemente filoputiniane. Siete ad un bivio, amici europeisti e democratici del Campo Largo. Siete ad un bivio, amici del Pd”. Questo è quanto scrive su X la vicepresidente del Parlamento europeo e fondatrice di Spazio Pubblico. “Cara Segretaria del Pd, non puoi nasconderti anche stavolta – prosegue -. Cari Renzi, Magi, Maraio avete due strade: mollare Conte, prendere atto che nessun democratico e progressista europeo può accettare queste tesi e ricostruire il centrosinistra italiano, oppure nascondere le macerie e le vittime delle città ucraine insieme all’antieuropeismo dei 5 stelle sotto il tappeto di un’alleanza elettorale che volete a tutti i costi, fingendo che nulla sia accaduto. Noi continueremo a ricordare al Paese che nessuna alleanza è possibile con chi propone di lasciare l’Ucraina senza difese e milioni di cittadini europei in balia dell’imperialismo di Putin e della sua violenta volontà di potenza”. “Spazio Pubblico continuerà a stare dalla parte della democrazia, della libertà e dell’Europa. E cari amici democratici, ci auguriamo di trovarvi sulla stessa strada , che è decisamente alternativa a quella di un vergognoso filoputinismo mascherato da pacifismo”, conclude Picierno. Ed ancora la Boschi per Italia Viva.
Boschi (Iv), non ripetiamo errori, uniti per dare risposte a italiani
“Il nostro obiettivo è arrivare uniti alle prossime elezioni. Dobbiamo evitare l’errore del 2022, quando le divisioni nel centrosinistra spalancarono le porte a Giorgia Meloni”. Così a In Onda su La7 la presidente dei deputati di Italia Viva, che spiega: “Ripartiamo dai problemi degli italiani: salari più bassi d’Europa, pressione fiscale alle stelle, due milioni e mezzo di famiglie che non riescono a pagare le bollette, benzina oltre i due euro al litro. Italia Viva c’è. Alle primarie, che sono una grande occasione di partecipazione popolare e democratica, con un nostro candidato. Se si preferisce partire dal programma, pronti a sederci al tavolo, quello che conta è costruire un’alternativa credibile, non litigare tra di noi perché sarebbe il più grande regalo al centrodestra”.
“Dopo quattro anni di governo, gli italiani non giudicano la propaganda ma il conto che pagano ogni giorno: il carrello della spesa costa il 24% in più, le famiglie faticano a comprare frutta, verdura, carne, le vacanze sono un lusso e a settembre in tante non riusciranno nemmeno a pagare i libri scolastici ai figli”, conclude. Ed infine Della Vedova. Per +Europa
Della Vedova: “Centrosinistra respinga posizione sbagliata e perdente Conte su Kiev”
“Quando Giuseppe Conte decide di intestarsi apertamente un’agenda anti-Ucraina (perché al di là dei sofismi, con i missili che quotidianamente ammazzano civili a Kyiv e in altre città, di questo politicamente oggi stiamo parlando), lancia una sfida che può essere suicida per una futura coalizione se non verrà pubblicamente raccolta e pubblicamente contrastata e respinta da tutti quelli che non vogliono finire corrivi con la destra italiana ed europea su un tema decisivo della politica internazionale per ogni Governo europeo. Contrastata e respinta non solo dalla “nostra” parte della possibile coalizione, quella europeista, riformista e liberal-democratica, ma anche e soprattutto da quella socialista europea del PD e della sua segretaria Schlein. Una coalizione di centro-sinistra che ambisca a vincere e governare, non può pensare di schierarsi contro la difesa dell’Ucraina e il contenimento anche militare dell’imperialismo antieuropeo di Vladimir Putin. Già in tanti in Europa sostengono, più o meno esplicitamente, l’agenda di Putin, ovvero la fine degli aiuti finanziari e militari a Kyiv. Ma si tratta di leader di partiti di opposizione per lo più di destra o estrema destra come il Rassemblement National in Francia, AFD in Germania o VOX in Spagna (solo per restare tra i grandi paesi), ai quali potremmo potremmo aggiungere Farage in UK e non dimenticare il non compianto Orbàn. I leader popolari (Merz), liberali (Macron) o socialisti (Sanchez, Starmer o Burnham) sono al fianco di Zelensky perchè consapevoli che sostenendo l’Ucraina contro l’illegale e violenta aggressione imperialista di Mosca, l’Europa ha dimostrato, almeno su questo fronte, di potersi muovere come un efficace attore globale. E perchè sanno che la resa di Zelensky sarebbe la premessa per la destabilizzazione del continente, a partire dai paesi Baltici e dai Balcani. Sulla politica internazionale e sull’Ucraina la fisionomia dell’alternativa di centro-sinistra non può essere lasciata a Conte con queste posizioni” conclude.
