Esteri

Migranti: allarme a Ceuta per minori in strada, decine di arresti in Marocco

di Lucrezia Clemente (*)

Madrid (Spagna) – A Ceuta la normalità è ancora lontana. “Ci sono moltissimi minori che vagano in strada”, e “migranti arrivati la scorsa settimana” che hanno bisogno di “cibo, acqua e vestiti, soprattuto scarpe, che scarseggiano”, racconta a LaPresse Halima Ahmed, educatrice sociale e portavoce della ong Luna Blanca, attiva nella città autonoma da circa 30 anni.

Attualmente si stima che siano presenti nell’enclave spagnola tra i mille e i 1.200 minori migranti, riferisce a LaPresse l’assessore al Turismo e al Commercio, l’italiano Nicola Cecchi Bissoni. Il centro migranti per adulti Ceti, che dipende dal governo centrale spagnolo, è strapieno. “All’interno ci sono circa 700 persone e accampate fuori ce ne sono il doppio”, riferisce l’assessore. La maggior parte dei 72mila migranti entrati nella città autonoma la scorsa settimana è già andata via, secondo i dati forniti da Madrid, ma in città i residenti temono che possa esserci un nuovo arrivo in massa di migranti, dice Cecchi Bissoni.

Sui social si è diffusa una campagna che esorta a recarsi a Ceuta il 15 agosto. Alcuni ritengono che il tam tam non provenga né dalla Spagna né dal Marocco, altri che sia stato lanciato da gruppi neonazisti che cercano di seminare il panico. “Ci sono varie ipotesi, speriamo che non sia vero, altrimenti non so come potremmo uscire da questa situazione”, afferma l’assessore, del Partito popolare. Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha riferito che la situazione nella città autonoma rimane “caotica e insostenibile” e ha chiesto “aiuto, assistenza e sostegno” al resto della Spagna. Secondo Vivas ci sarebbero ancora tra i 6mila e i 7mila migranti mentre il governo centrale stima che ne siano rimasti circa 2mila. Nella città autonoma la polizia ha iniziato i triage per identificare i migranti, raccogliere informazioni e procedere con le domande di protezione internazionale. La polizia allestirà una struttura dedicata ad accelerare l’esame delle richieste di asilo, affinché, in caso di rigetto delle domande, i migranti possano essere rimpatriati immediatamente. Riguardo ai minori a Ceuta il governo spagnolo ha disposto l’utilizzo di due scuole pubbliche per ospitarli. Secondo il delegato del governo centrale, Miguel Angel Pérez, sono stati identificati 528 minori non accompagnati. A quasi una settimana dall’arrivo in massa di migranti a Ceuta ancora non sono state chiarite le responsabilità dell’accaduto.

Nel trambusto hanno perso la vita 141 persone, secondo la ong spagnola Caminando Fronteras che monitora costantemente le vittime e le violazioni dei diritti umani lungo le rotte migratorie del confine euro-africano occidentale. In Marocco la Procura di Tetouan ha incriminato 25 persone per reati legati all’organizzazione di attraversamenti illegali. L’Associazione marocchina per i diritti umani (Amdh) ha riferito che Rabat ha arrestato e deferito alla giustizia 52 persone. Mentre il premier Pedro Sanchez e i ministri socialisti hanno difeso il Marocco affermando che ha cooperato per far fronte alla crisi, la piattaforma progressista Sumar, al governo con il Psoe, ha accusato il Paese nordafricano di aver strumentalizzato i migranti come mezzo di pressione politica.

La formazione ha quindi presentato una mozione al Congresso dei deputati per chiedere di rivedere l’accordo per l’organizzazione congiunta dei Mondiali di calcio del 2030 con Marocco e Portogallo. Chi organizza il torneo, sostiene Sumar dovrebbe dimostrare un “rispetto effettivo e costante dei diritti umani, del diritto internazionale e dei principi democratici”. Anche in Portogallo i Verdi hanno sollevato le stesse preoccupazioni con una lettera inviata al premier Luis Montenegro e al presidente della Federcalcio portoghese.

(*) La Presse

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