La guerra di Putin

Zelenski: “In Donbass è genocidio”. Nuovo messaggio del Presidente ucraino

 

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha accusato la Russia di aver compiuto un “genocidio” nel Donbass, regione contesa nell’est del Paese. “L’attuale offensiva degli occupanti nel Donbass potrebbe rendere la regione disabitata”, ha detto Zelensky in un discorso diffuso nelle scorse ore, nel quale ha accusato le forze russe di voler “ridurre in cenere” diverse città della regione. La Russia pratica “la deportazione” e “le uccisione di massa di civili” nel Donbass, ha proseguito il leader ucraino, secondo cui “tutto ciò è un’evidente politica di genocidio portata avanti dalla Russia”. In questo ultimo videomessaggio in ordine di tempo Volodymyr Zelensky è tornato a chiedere all’Occidente l’invio di nuovo armi a fronte dell’intensificazione dei combattimenti nel Donbass: “Abbiamo bisogno dell’aiuto dei nostri partner e soprattutto di armi per l’Ucraina. Un aiuto completo, senza eccezioni, senza limiti, che sia sufficiente per vincere”. Parte di questo territorio era già sotto il controllo russo prima della guerra, ma ora Mosca sta cercando di consolidare le sue conquiste dopo la resa dei militari asserragliati a Mariupol, che ha segnato la fine della resistenza ucraina in quella città. Nelle ultime ore, il generale ucraino Oleksiy Gromov ha detto che la Russia è in vantaggio nell’oblast di Luhanks ma loro stanno facendo “tutto il possibile”. Il governatore Sergiy Gaiday ha invece parlato di una “colossale quantità di bombardamenti” e ha detto che la sua impressione è che la Russia voglia conquistare questo territorio a qualsiasi costo. Per questo, “le prossime settimane saranno decisive”. Una delle città più sotto attacco al momento è Severodonetsk. Un comandante militare ucraino ha detto alla Bbc che ci sono attacchi 24 ore su 24 mentre Oleksandr Striuk, a capo dell’amministrazione militare in città, ha riferito che i bombardamenti vanno avanti senza sosta da più di una settimana e che circa il 90% delle abitazioni della città è stato danneggiato. Striuk ha anche spiegato che in città si trovano tuttora 12-13mila persone, molte delle quali si sono rifugiate negli scantinati. Si tratta di circa un decimo di coloro che vivevano qui prima della guerra. Il timore è che a Severodonetsk possa ripetersi quello che si è visto a Mariupol e che le loro condizioni peggiorino sempre di più. Secondo un funzionario del Cremlino citato da Reuters, se i russi riuscissero a prendere Severodonetsk e Lysychansk, avrebbero il controllo di quasi tutto il territorio dell’oblast di Luhansk. I combattimenti, però, proseguono anche nel Donetsk e nelle ultime ore sembra che Lyman sia finita per gran parte sotto il controllo russo. Nell’oblast, e precisamente nei territori dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, si troverebbero anche i militari che fino a pochi giorni fa erano rimasti asserragliati nell’acciaieria Azovstal a Mariupol. Lo ha riferito il leader dei separatisti Denis Pushilin senza dare ulteriori dettagli sul loro futuro, che rimane incerto. Il futuro del Donbass potrebbe essere uno dei temi al centro dei negoziati tra le parti, una volta che riprenderanno. L’Italia ha presentato una sua strategia per raggiungere la pace, ma la strada per arrivare a questo obiettivo sembra ancora lunga. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov siè tra l’altro lamentato che alla Russia nessuno abbia mostrato nulla di questa iniziativa.

aggiornamento la Guerra di Putin ore 14.46

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