L’autonomia dobbiamo portarla a casa prima possibile. Poi penso a un ministero della Famiglia per la Lega. E’ quanto ha detto il segretario leghista Matteo Salvini incontrando i militanti a Saronno, secondo quanto si apprende da chi ha partecipato alla riunione, a porte chiuse. La riunione, prima tappa del tour di ascolto voluto dal capo della Lega dopo il risultato deludente delle politiche, si e’ svolta in un clima di confronto molto partecipato. Alcuni militanti gli hanno chiesto di rivitalizzare la vita delle sezioni – viene riferito – e le istante ‘nordiste’. Alcuni di loro si sono
spinti a criticare l’eccessivo uso dei social e personalizzazione del partito, e a chiedere un ritorno al simbolo Lega. Salvini ha ascoltato tutti e si e’ segnato il numero di telefono di coloro ai quali non e’ riuscito a rispondere. Poi sul fatto che dopo il risultato elettorale non ha rimesso l’incarico: “Troppo comodo – avrebbe detto – fare come fanno altri, c’è chi lascia la segreteria dopo la sconfitta elettorale”, è il ragionamento con implicito riferimento a Letta e al partito democratico. “Io – avverte – me ne andrò solamente quando riporterò la Lega al 30%”. Ad ascoltarlo anche Attilio Fontana (e Giancarlo Giorgetti. Con il ministro per lo sviluppo economico che avrebbe ripercorso le tappe dell’impegno leghista al governo, spiegando che in ogni caso è stato meglio starci al governo per fare le cose possibili. Ed ancora su Bossi e il suo cartello per il Nord: “Tutto quello che fa Umberto Bossi va bene. Senza Bossi nessuno di noi sarebbe qua”.
