“Il lavoro attraversa una fase di trasformazione che va accompagnata” e occorre combattere contro ogni forma di schiavitù e di sfruttamento. Così il Papa al Movimento Cristiano Lavoratori, MCL, nell’udienza in Aula Paolo VI. L’invito all’organizzazione è di essere “lievito di giustizia e solidarietà” nel tessuto sociale italiano. “Grazie – ha detto ancora il Papa – per l’impegno con cui vi siete messi al servizio della società italiana attraverso le attività di formazione, i circoli, il patronato, l’attenzione al mondo del lavoro nelle varie sfaccettature e il servizio civile”. Un anniversario, i cinquant’anni, che può essere un’occasione, afferma il Papa, per guardare alla propria storia e per proseguire “a camminare in due direzioni: un’opera di purificazione e una nuova semina”. E osserva:
La disponibilità alla conversione, a lasciarsi purificare, a cambiare vita, a cambiare stile eccetera è segno di coraggio, di forza, non di debolezza; la testardaggine è segno di debolezza. Si tratta di accogliere le novità dello Spirito senza porre ostacoli: permettere che i giovani trovino spazio, che sia custodito e condiviso lo spirito di gratuità, che non si perda l’intraprendenza degli inizi preferendo scelte rassicuranti che non aiutano a vivere le novità dei tempi.
Leggere i segni dei tempi sulle orme del Concilio Vaticano II
L’incoraggiamento del Papa è quello di “ritrovare lo slancio degli inizi” con lo sguardo alle “novità dei tempi”.
Il Concilio ci ha chiamato a leggere i segni dei tempi – e soprattutto ce ne ha dato l’esempio –; perciò, consapevoli dei mutamenti sociali, potete domandarvi: come essere fedeli al servizio dei lavoratori oggi? Come vivere l’impegno di conversione ecologica e di pacificazione? Come animare la società italiana nel campo economico, politico, lavorativo, contribuendo a fare discernimento con i criteri dell’ecologia integrale e della fraternità?
Seminatori di speranza in un tempo difficile
Si tratta dunque di guardare avanti, di impegnarsi per una nuova semina quanto più necessaria nella difficile e cupa stagione che stiamo vivendo a causa della pandemia, prima, e poi della guerra. “Questo vi chiama ad essere seminatori di speranza”, afferma il Papa, specie per quanto riguarda il mondo del lavoro. E sottolinea l’importanza che i lavoratori e i loro problemi trovino ascolto all’interno della comunità cristiana.
Infatti, il lavoro attraversa una fase di trasformazione che va accompagnata. Le disuguaglianze sociali, le forme di schiavitù e di sfruttamento, le povertà familiari a causa della mancanza di lavoro o di un lavoro mal retribuito sono realtà che devono trovare ascolto nei nostri ambienti ecclesiali. Sono forme più o meno di sfruttamento: diciamo le cose per nome … Vi esorto a tenere mente e cuore aperti ai lavoratori, soprattutto se poveri e indifesi; a dare voce a chi non ha voce; a non preoccuparvi tanto dei vostri iscritti, ma di essere lievito nel tessuto sociale del Paese, lievito di giustizia e di solidarietà. Papa Francesco raccomanda particolare attenzione per il lavoro femminile e dei giovani, un lavoro che, specifica, veda “contratti dignitosi e non da fame”, e salvaguardi “tempi e spazi di respiro per la famiglia”. Osserva poi che il Movimento fa riferimento alla dottrina sociale della Chiesa con al centro i principi di solidarietà e di sussidiarietà, e ricorda che “le famiglie, le cooperative, le imprese, le associazioni sono il tessuto vivo della società”. Come si legge nella fratelli tuttio, “tante aggregazioni e organizzazioni della società civile aiutano a compensare le debolezze della Comunità internazionale”. E Francesco conclude:
Questa terza guerra mondiale in corso ci fa consapevoli che il rinnovamento nasce dal basso, dove si vivono le relazioni con solidarietà e fiducia. Non lasciamoci rubare il coraggio di nuovi inizi di riconciliazione e di fraternità.
