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Silenzio e dolore ai funerali dei nostri due eroi assassinati in Congo. Il Vescovo Ausiliare di Roma: “Oggi piangere è doveroso”

Honor guards of the Carabinieri XIII Reggimento carry the coffins of Italian ambassador Luca Attanasio and carabiniere Vittorio Iacovacci at the end of the funeral in the church of Santa Maria degli Angeli in Rome, Italy, 25 February 2021. Italian ambassador in the Congo, Luca Attanasio, and carabiniere Vittorio Iacovacci were killed in an attack in Congo on the road between Goma and Rutshuru. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

I feretri dell’ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, morti in un attacco armato nella Repubblica democratica del Congo, sono entrati avvolti nel tricolore nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, per il funerale di Stato. A portare a spalla le bare gli uomini del XIII reggimento dei carabinieri in una Piazza della Repubblica immersa in un silenzio assordante ad eccezione della marcia funebre suonata dalla fanfara dei carabinieri. Commovente l’omelia del Cardinale Vicario di Roma, Angelo De Donatis:”Luca, Vittorio e Mustafa sono stati strappati da questo mondo dagli artigli di una violenza stupida e feroce che non porterà nessun giovamento ma solo altro dolore”, afferma il cardinale Vicario di Roma, Angelo De Donatis, ricordando anche l’autista ucciso. A inizio omelia, De Donatis porta la “vicinanza e la preghiera da parte del Papa. In questo giorno sentiamo nostra angoscia di tre famiglie, di due Nazioni, dell’intera famiglia delle Nazioni”. “Angoscia – osserva – perché manca la pace tanto desiderata. Angoscia perché vi sono ancora troppi uomini che invaghiti da denaro e potere tramano la morte del fratello. Angoscia perché le promesse di giustizia sono disattese”. “Dal male viene solo altro male”, ricorda il porporato. “Vengono in mente le parole di rammarico di Gesù: ‘se trattano così il legno verde, che ne sarà di quello secco?’ Se questa è la fine degli operatori di pace – osserva De Donatis – che ne sarà di tutti noi? Vogliamo però nella nostra angoscia vedere come Dio desidera consolarci. Dio ci indica una via di speranza”. “Amare vale sempre la pena comunque vada a finire, niente è inutile agli occhi del Signore. Nulla di ciò che facciamo per amare cade nel vuoto, questo Dio non lo permette”, sottolinea ancora il cardinale. “Tutto quello che questi nostri fratelli hanno seminato – dice il porporato- è nella memoria eterna di Dio”.
Il Vicario di Roma riflette preoccupato : “La violenza sta tornando di moda in ogni latitudine non è solo qualcosa che si manifesta nel nord est del Congo, lontano da qui. Spesso la violenza che si annida nel fondo dell’anima si camuffa da insensibilità: occorre smascherare il germe dell’indifferenza violenta e dire ‘è un problema mio’. Questi nostri fratelli hanno deciso come Ester di compromettersi con l’esistenza degli altri, anche a costo della propria vita. Oggi piangere è doveroso, uniti al pianto della moglie di Luca e delle figlie, della promessa sposa di Vittorio, della famiglia di Mustafa. Ci uniamo al pianto dei genitori, parenti, amici di questi nostri fratelli. E’ il pianto di tanti missionari, di tanti italiani di tanti congolesi che hanno ricevuto il loro aiuto”. De Donatis chiude l’omelia con una invocazione di pace: “Mentre oggi preghiamo, vogliamo che sia un giorno in cui la preghiera per la pace in Congo, in tutte le nazioni lacerate da varie forme di guerra e violenza, in cui si senta la chiamata ad essere costruttori di pace, di una fratellanza umana basata sulla giustizia e sull’amore. Tra le autorità politiche presenti il presidente del Consiglio Mario Draghi, il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, la presidente del Senato Elisabetta Casellati, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, il ministro per la famiglia Elena Bonetti, il ministro agli Affari esteri Luigi Di Maio, il ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.  In Chiesa anche Franco Gabrielli, capo della polizia, il comandante generale dei carabinieri Teo Luzi, il comandante generale della Gdf Giuseppe Zafarana, il comandante generale dell’Esercito Pietro Serino, il comandante generale della Marina militare Giuseppe Cavo Gragone, il comandante generale dell’Aeronautica militare Alberto Rosso e la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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