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Siria, identikit delle milizie antisiriane che hanno preso Aleppo

di Giuliano Longo

Fra gli ultimi sviluppi del conflitto siriano c’è la richiesta del gruppo armato iracheno Kataeb Hezbollahallineato all’Iran, che ha chiesto a Baghdad di inviare truppe in Siria per supportare il governo di Damasco contro un’offensiva dei ribelli islamisti che sta preoccupando suscitando i circoli politici e di sicurezza del vicino Iraq.

Hezbollah che ha già combattuto in Siria al fianco del presidente Bashar el Assad  fa parte di Hashed al-Shaabi, una coalizione di ex forze paramilitari ora integrate nelle forze armate regolari. Hezbollah

L’Iraq ha affermato di aver inviato veicoli blindati per rafforzare la sicurezza lungo il suo confine di 600 chilometri con la Siria. L’Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede in Gran Bretagna, ha segnalato lo spiegamento di circa 200 combattenti iracheni filo-iraniani nella regione di Aleppo per sostenere le forze governative.

Nel frattempo le truppe siriane, supportate dalle forze alleate, hanno respinto attacchi delle formazioni armate separatiste curde, controllate dalle Forze democratiche siriane (SDF), nella provincia di Deir ez-Zur, nel nord-est del paese, lo riferisce  l’agenzia di stato siriana Sana.

Dopo la caduta di Aleppo  i ribelli hanno tentato di avanzare verso la città di Hama, catturando la città di Maarat al-Numan, mentre nel nord della provincia di Aleppo stanno tentando di avanzare più in profondità nei territori controllati dalle formazioni curde nell’area della città di Tall Rifat.

Il comando dell’esercito siriano, a sua volta, ha annunciato  che l’avanzata dei terroristi nella regione di Hama è stata fermata dalle truppe governative  che  hanno lanciato una controffensiva, prendendo il controllo di una serie di insediamenti precedentemente sequestrati dai militanti.

Da quando è iniziata la guerra civile  nel 2011,, si sono formati gruppi di opposizione armata, che si sono alleati con altri e si sono divisi più volte, rendendo difficile determinarne con esattezza le dimensioni e la composizione.

Ecco quello che sappiamo sui questi gruppi coinvolti nell’operazione Deterrence of Aggression,il gruppo “ombrello”nato nel centro operativo Fateh al-Mubin, che supervisionava le attività dell’opposizione armata nella Siria nordoccidentale sotto il controllo del Governo siriano di salvezza (SSG)istituito nel 2017 nelle aree controllate dall’opposizione nel nord, con sede a Idlib.

Hayat Tahrir al-Sham (HTS)è il più grande gruppo combattente dell’Operazione Deterrence of Aggression.In precedenza  denominato Jabhat al-Nusra, poi Jabhat Fateh al-Sham, è un gruppo di fazioni alleate, tra cui Jabhat Fateh al-Sham, Liwa al-Haqq, Jabhat Ansar al-Din e Jaysh al-Sunna.

All’inizio della guerra in Siria, nel 2012, Jabhat al-Nusra venne fondata dai tagliagole dell’ISIS, da cui si separò un anno dopo, dichiarando fedeltà ad al-Qaeda. Nel 2017 ha reciso i legami con al-Qaeda e si è unito ad altre fazioni per rinominarsi HTS che di fatto controlla d Idlib e si stima disponga di circa 30.000 combattenti.

Ha anche il controllo economicosu ampie fasce di territorio e sulle relative risorse, tra cui il petrolio, che costituisce una fonte significativa delle sue risorse finanziarie e controlla i traffici , così come il valico di frontiera di Bab al-Hawa con la Turchia.

HTS è  in parte autofinanziata e si ritiene che controlli l’ Il Governo Siriano di salvezza (SSG), tanto da aver addirittura annunciato alla popolazione di Aleppo che i vari ministri dell’SSG di stanza a Idlib sarebbero stati d’ora in poi al  suo servizio.

Fronte Nazionale per la Liberazione (NFL) All’operazione “Deterrence of Aggression” hanno preso parte anche alcuni gruppi combattenti più piccoli che compongono la NFL, tra cui Jaish al-Nasr, Sham Corps e Free Idlib Army.

Fondata a Idlib nel 2018, la NFL comprende diverse fazioni della Siria settentrionale, alcune delle quali rientrano anche nell’Esercito siriano libero. Come su molti fronti, la NFL si è unita per contrastare l’intenzione siriana  di avanzare verso Idlib.

Movimento Ahrar al-Sham è  attiva principalmente ad Aleppo e Idlib, è stata fondata nel 2011, mentre iniziava in Siria la guerra civile.Secondo le stime del 2015, la sua forza combattente era stimata in oltre 15.000 uomini e si definisce un “movimento islamico riformista globale, incluso e integrato nel Fronte Islamico”.

Jaish al-Izza ((Esercito dell’Orgoglio) oncentrato nella zona settentrionale del governatorato di Hama e in alcune altre  zone a nord, fa parte dell’Esercito siriano libero.Nel 2019 si stimava che contasse tra i 2.000 e i 5.000 combattenti ricevendo  il sostegno occidentale, anche per quanto riguarda le armi ad alta potenza.

I suoi combattenti si sono uniti all’ultima avanzata nel territorio del governo siriano; uno dei suoi comandanti, Mustafa Abdul Jaber,ha affermato che il suo rapido successo è stato in parte dovuto alla mancanza di personale iraniano per contrastarli.

Movimento Nur Eddin Zinki,potente gruppo emerso nel 2014 ad Aleppo, “Zinki”, ha cercato di unire le forze con HTS nel 2017, una mossa che non ha funzionato perché Zinki si è scisso.I due gruppi  si sono scontrati nel 2018 e Zinki è stato rimosso dalle sue posizioni di potere ad Aleppo all’inizio del 2019.Un anno dopo, Zinki negoziò con HTS e i suoi combattenti sono tornati in prima linea; da allora, l’organizzazione è rimasta presente tra i combattenti ribelli.

Mentre i combattenti coinvolti nella Deterrence of Aggression si spostavano verso sud, in direzione di Hama – e forse anche di Damasco, secondo notizie non confermat – alcuni di quei gruppi armati di opposizione si dirigevano verso nord-est.

Abdurrahman Mustafa,capo del governo siriano ad interim, un governo di opposizione nelle aree settentrionali della Siria non controllate da HTS e SSG, ha annunciato che è iniziata una nuova operazione, Alba della libertà, per “liberare” il nord-est.

Questi gruppi armati, che per la maggior parte dipendono dall’Esercito nazionale siriano ribelle, che a sua volta è sotto il governo siriano ad interim, si stavano spostando verso le aree controllate dai curdi,affermando  controllate dalle milizie curde del PKK e del PYD. Il PKK, o Partito dei lavoratori curdi, è considerato un’“organizzazione terroristica”da Ankara, Canada, Unione Europea e Stati Uniti. Il PYD, o Partito dell’Unione Democratica, è un partito curdo di sinistra.

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