Esteri

In Colombia si prepara il golpe: a migliaia in piazza a difesa di Petro

 

Decine di migliaia di persone hanno occupato le strade della Colombia per manifestare il proprio sostegno al presidente Gustavo Petro e denunciare il tentativo di golpe che i gruppi di potere del vecchio establishment politico senza eserciti (per ora), sul modello di quello portato avanti in Perù lo scorso dicembre, con l’arresto del  Presidente Castillo è stato arrestato. L’offensiva contro Gustavo Petro è cominciata durante la sua campagna elettorale, quando con il suo staff  fu messosotto continua intercettazione telefonica e ambientale.  Le destre e con loro i poteri giudiziari stanno costruendo un castello di accuse per destituirlo accusandolo di essere stato finanziato dai trafficanti di droga.  Petro, primo presidente di sinistra nella storia della Colombia con un passato come guerrigliero, ha vinto le elezioni con un ampio margine sul magnate delle costruzioni, Rodolfo Hernandez, e con un programma rivoluzionario diistruzione universitaria gratuita, riforma pensionistica, assistenza sanitaria universale, riforma agraria, lotta alle disuguaglianze, stop ai nuovi progetti petroliferi.  Tra gli obiettivi più importanti della politica di Petro, sostenuto dalle maggiori organizzazioni sindacali, quello della “pace totale”con trattative con le formazioni armate e paramilitari che vivono nell’illegalità e che rappresentano per la Colombia uno dei più gravi problemi che da decenni. Ultimamente  il presidente ha incontrato a Cuba esponenti dell’Ejército de Liberación Nacional (Eln)il gruppo armato portatore da sempre di istanze politiche e sociali Petro tuttavia non rimane isolato a livello internazionale: diversi leader mondiali di sinistra hanno firmato una lettera che denuncia i tentativi di golpe in Colombia. Tra i sottoscrittori il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, l’ex presidente dell’Ecuador Rafael Correa, l’ex presidente colombiano Ernesto Samper, l’ex presidente spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, Jeremy Corbyn del Regno Unito e Jean-Luc Mélenchon, ex candidato alla presidenza francese.

GiElle

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