La guerra di Trump

A margine della presunta telefonata furibonda di Trump a Netanyahu

President Donald Trump speaks during the swearing in of Kevin Warsh as Chairman of the Federal Reserve in the East Room of the White House, Friday, May 22, 2026, in Washington. (AP Photo/Alex Brandon) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

di Andrea Maldi

Che diavolo stai facendo?!… Sei un fottuto pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il c**o. Adesso tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo”, è quanto avrebbe detto in una furiosa telefonata il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al leader israeliano Benjamin Netanyahu a causa dell’inasprimento del conflitto contro il movimento paramilitare sciita Hezbollah in Libano che minacciava di far fallire le trattative con l’Iran. La notizia sarebbe trapelata dal sito web americano Axios.

Il giornalista e opinionista israeliano Amit Segal ha dato un’altra versione della telefonata seppur nervosa, affermando che ci sarebbe stato un malinteso tra i due leader: Trump pensava che Netanyahu intendesse proseguire un conflitto su larga scala, mentre Netanyahu riteneva che the Donald volesse la sospensione totale delle ostilità, per poi pattuire che Israele non lancerà nessun raid su Beirut finché non subirà un’aggressione nel proprio territorio. Ad ogni modo il conflitto di interesse tra i due è palpabile, Trump vuole la risoluzione del conflitto con un accordo che prevede la rinuncia all’uranio arricchito da parte dell’Iran, mentre Netanyahu mira alla caduta totale del regime iraniano. Va sottolineato inoltre che il commander in chief vuole salvaguardare il greggio iraniano – da gigantesca risorsa economica quale rappresenta essendo l’Iran al 3° posto nella classifica mondiale di riserve petrolifere ed al 2° per riserve di gas naturale – al contrario Netanyahu sembrerebbe voler distruggerlo, e questo ha creato una netta spaccatura che ha lasciato il leader israeliano quasi tagliato fuori dalle trattive tra USA e Iran.

Quello del Tycoon e Bibi è un rapporto “d’amore e d’odio”, in passato infatti ci sono state altre conversazioni conflittuali: come quella del maggio scorso, dove il leader israeliano venne a sapere che l’Iran voleva includere nell’accordo preliminare la cessazione delle ostilità in Libano, la furia di Netanyahu scatenò forti tensioni con l’amministrazione americana.

In ogni caso il colloquio telefonico Trump- Netanyahu ha evidenziato il focus di Washington: Evitare che le tensioni in Libano ostacolino le trattative con l’Iran.

Intanto il Segretario di Stato Marco Rubio ha riferito in Senato che Teheran avrebbe avallato a trattare alcuni elementi del suo dossier nucleare, ma rimarrebbe intransigente su qualsiasi rimodulazione favorevole delle sanzioni americane in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz.

Le prossime settimane potrebbero essere decisive per la risoluzione definitiva della guerra, staremo a vedere come si comporterà il Tycoon se Teheran non dovesse giungere a un compromesso.

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