Il Governo pronto a dare il via libera al Documento Programmatico di Bilancio, con i numeri, da inviare a Bruxelles
Martedì sera il Consiglio dei ministri darà il via libera al Documento programmatico di bilancio che poi sarà inviato a Bruxelles. Successivamente ci sarà un’altra riunione del governo, che potrebbe tenersi lunedì 21 ottobre, per approvare il disegno di legge di bilancio) da trasmettere al Parlamento, per avviare così l’iter normativo che porterà, entro il 31 dicembre, all’approvazione del testo definitivo. Va delineandosi il timing della manovra, che nei giorni scorsi era stato anticipato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. “Il 15 ottobre – ha detto Giorgetti – il governo invierà alla Commissione europea il Dpb con i numeri e quindi il Consiglio dei ministri sicuramente approverà questo. Poi il 20 ottobre potremo presentare la legge di bilancio alla Camera dei deputati“. In particolare, il Piano conferma la traiettoria della spesa primaria netta (nuovo indicatore univoco sottoposto alla sorveglianza della Commissione) che avrà, nei prossimi 7 anni (orizzonte temporale di riferimento), un tasso di crescita medio vicino all’1,5%, compatibile con il profilo stimato dalla Commissione. Partendo da una stima del 3,8% del Pil per l’anno in corso (più bassa del 4,3% stimato lo scorso aprile), il Governo si pone l’obiettivo di portare il rapporto deficit/Pil al 3,3% nel 2025 e al 2,8% nel 2026, che consentirà di uscire dalla procedura per deficit eccessivo. I tassi di crescita della spesa primaria netta previsti, che nell’arco dei 7 anni avranno una traiettoria media vicina all’1,5%, sono: 1,3% nel 2025; 1,6% nel 2026; 1,9% nel 2027; 1,7% nel 2028; 1,5% nel 2029; 1,1% nel 2030 e 1,2% nel 2031. Secondo un Focus del Piano strutturale di bilancio, nel caso di attuazione delle riforme del Pnrr e di quelle necessarie per estendere a sette anni il periodo di aggiustamento dei conti, il debito pubblico scenderebbe fino a raggiungere il 109,6% del Pil nel 2041. Un quadro positivo che si affianca agli scenari avversi: “non tutti gli scenari di medio periodo devono essere di tipo avverso“, si legge nel documento, anche se la Commissione Ue ha richiesto esplicitamente di non considerare gli effetti delle previsioni di crescita programmatiche interne al Piano delle riforme e degli investimenti non ancora attuati. Forse per questo proprio non si vede sulla crescita l’impatto delle innovazioni del Pnrr che dovrebbe rendere l’Italia più competitiva. Dal 2027 la crescita del Paese indicata dal Piano fuori dall’analisi di sensitività torna infatti sotto l’1%: allo 0,8% nel 2027 e 2028 e allo 0,6% nel 2029. Inoltre, anche la crescita dell’1,1% del 2026 viene considerata dall’Upb, l’authority italiana dei conti pubblici, superiore di 0,2 alle proprie stime, che quindi prevedono un Pil sotto l’1%. Giorgetti, ha ricordato che l’approccio resta “prudente e responsabile”e ha quindi elencato le priorità per il governo. La prima è “rendere strutturali in maniera sostenibile alcune misure, coerentemente con quanto annunciato”, cioè la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori a basso e medio reddito e la riforma delle aliquote Irpef. Sui contratti di lavoro pubblico c’è poi l’impegno a recuperare il valore dell’inflazione, ovvero circa il 2% annuo, mentre sulla sanità si punta a la spesa sopra l’1,5% del Pil previsto in media per i prossimi sette anni. Per quanto riguarda le riforme l’esecutivo si concentrerà su quattro aree. La prima è la giustizia, puntando su efficientamento e digitalizzazione, accorciamento tempi processo civile. La seconda è la pubblica amministrazione, dove si cerca l’efficientamento della spesa. La terza è l’ambiente imprenditoriale, per aumentare la concorrenza e promuovere la transizione green. E la quarta è la fiscalità, puntando su compliance e recupero della base imponibile. La caccia alle risorse passa anche per la spending review e per una forma di contributo delle imprese che più hanno tratto profitto in questi anni di prezzi alle stelle. Giorgetti ha auspicato al riguardo il contributo da parte di chi ha maggiormente beneficiato di condizioni particolarmente favorevoli, escludendo però che si debba pensare alle cosiddette tasse sugli extraprofitti.
aggiornamento manovra ore 13.02
