Per la Corte Penale Internazionale, nei prossimi mesi potrebbe cambiare molto quanto ai giudizi sull’offensiva della cosiddetta autodifesa nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania ed in Libano Il nuovo leader dei Repubblicani al Senato americano, John Thune, ha infatti fatto sapere che intende far leva sulla maggioranza alla camera alta di Washington sostenendo una legge a favore di sanzioni contro la Corte penale internazionale (CPI) come ritorsione per la richiesta del procuratore della Corte di emettere mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant.
“Se la CPI e il suo procuratore non fanno marcia indietro rispetto alle azioni oltraggiose e illegali di richiesta di mandati di arresto contro funzionari israeliani, il Senato dovrebbe immediatamente approvare una legge per le sanzioni, come la Camera dei Rappresentanti ha già fatto in modo bipartisan”, ha scritto nella tarda serata di ieri su X, alludendo all’approvazione nel maggio di quest’anno, di un disegno di legge che prevede sanzioni contro alti funzionari della Corte penale internazionale, dopo che il procuratore generale Karim Khan ha richiesto l’emissione di mandati di arresto contro i due leader israeliani per aver presumibilmente commesso crimini di guerra e crimini contro l’umanità in territorio palestinese.
Il repubblicano ha anche assicurato che, se l’attuale leader della maggioranza, il democratico Chuck Schumer, “non agirà” in questo senso, “la maggioranza repubblicana al Senato sosterrà il suo alleato chiave, Israele, e farà di questa – e di altre leggi di sostegno – una priorità assoluta nel prossimo Congresso”.
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