Servono nuove regole per sostenere gli investimenti green in tutti gli aeroporti e salvaguardare la connettività negli scali regionali
Si è conclusa la consultazione pubblicaavviata dalla Commissione europeaper la revisionedella normativa sugli Aiuti di Statoagli aeroporti e alle compagnie aeree.
Nei rispettivi contributi trasmessi a Bruxelles, ACI EUROPE[1]e Assaeroportihanno sottolineato l’importanza che le nuove regole individuino adeguati strumentiper consentire al settore di accelerarela transizione ecologicae preservareil ruolo cruciale degli aeroporti regionaliper lo sviluppo economico e sociale, la connettività e l’accessibilità dei territori. ACI EUROPE e Assaeroporti hanno rimarcato la necessità di considerare i numerosi fattoriche hanno segnato profondamente il trasporto aereo negli ultimi anni: cambiamenti strutturali del mercato, contesto geopolitico instabile, una crisi pandemica senza precedenti. A ciò si aggiunge l’Agenda climatica europea, che influenzerà in misura sempre maggiore l’evoluzione del comparto.
Affinché l’aviazione possa contribuire al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi climaticiUE, le due associazioni hanno chiesto di includere nelle Linee Guida una nuovaspecifica sezione, che tenga conto delle peculiarità del settore, volta a sosteneregli investimenti greendegli aeroporti, dai più piccoli ai più grandi. Investimenti ingenti che, per il comparto, sono stati stimati in 61 miliardidi euro all’anno nel recente “Rapporto sul futuro della competitività europea” di Mario Draghi.
Ulteriore punto di attenzione indicato nelle risposte alla Commissione ha riguardato gli aeroporti regionali, essenziali per l’accessibilità, la competitività e lo sviluppo economico e sociale delle diverse aree del Paese.
Come infatti dimostra il recente studio “Economic analysis of the profitability of regional airports”[2], commissionato da ACI EUROPE, Assaeroporti e dalle associazioni degli aeroporti tedeschi (ADV), francesi (UAF) e rumeni (RAA), gli aeroporti di minori dimensioni non riescono, il più delle volte, a coprire i costi di esercizio, a causa di oneri in gran parte fissi – ossia indipendenti dal volume di passeggeri – destinati ad aumentare per effetto della transizione ecologica. Sulla base di tali evidenze, la proposta delle cinque associazioni è quella di consentire agli Stati membri, nel rispetto dei criteri di compatibilità con il mercato interno, l’eventuale erogazione dei cosiddetti “aiuti al funzionamento” anche oltre il 2027.
