Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio torna a parlare della crisi afghana e lo fa partecipando alla riunione dei ministri degli Esteri virtuale, al fianco del Segretario di Stato americano Antony Blinken ed al ministro degli Esteri tedesco Heik Maas. La riunione è precedente all’annuncio beffa fatto dai Talebani di ufficializzare il Governo proprio nel giorno dell’attentato alle Torri del prossimo 11 settembre. Nel corso della riunione Di Maio ha fissato i paletti della posizione italiana: “L’Afghanistan non può ridiventare un terreno fertile per il terrorismo e una minaccia alla sicurezza internazionale. Dobbiamo garantire che i talebani rispettino il loro impegno di impedire che i gruppi terroristici operino nel Paese. A questo proposito, dobbiamo lavorare con i principali attori internazionali. La Coalizione Internazionale per combattere Daesh potrebbe fornire una piattaforma per discutere di qualsiasi azione che potremmo intraprendere in futuro”.
“Evitare crisi umanitaria”
“La nostra priorità – ha detto ancora Di Maio- è prevenire una crisi umanitaria e flussi migratori incontrollati che potrebbero derivare dal collasso economico dell’Afghanistan. Per questo stiamo destinando 150 milioni di euro di aiuti umanitari a programmi di assistenza sia in Afghanistan che nella regione. Ciò includerà il reimpegno dei fondi originariamente destinati al sostegno alle forze afghane, circa 120 milioni di euro”.
La Nato: “Non accetteremo che Paese non diventi rifugio per terroristi”
“La Nato e l’intera comunità internazionale non accetteranno che il Paese serva di nuovo come rifugio sicuro per i terroristi”.
Lo scrive, su Twitter, il segretario generale dell’ Alleanza. “I talebani devono mantenere i loro impegni, anche in materia di diritti umani e passaggio sicuro” per quanti vogliono uscire dal Paese, aggiunge il numero uno del Patto Atlantico, Jens Stoltenberg.
Cri.Ors.
aggiornamento Afghanistan del 9 settembre 2021 ore 15.10
