Economia e Lavoro

Commercio: Codacons, primi segnali ripresa ma caro-prezzi pesa su alimentari. Unc, ottimo, ma aspettiamo lo tsunami in arrivo

“Primi segnali di ripresa sul fronte del commercio, ma ancora insufficienti”. Lo afferma il Codacons commentando i dati dell’Istat. “Dopo mesi di continui cali il volume delle vendite registra finalmente segno positivo a gennaio sia su base mensile che su base annua – spiega il Codacons – Tuttavia i numeri dell’Istat confermano ancora una volta come il caro-prezzi giochi un ruolo fondamentale sui consumi delle famiglie, specie in ambito alimentare: a gennaio infatti a fronte di una crescita delle vendite alimentari in valore del +3,9% su anno, il volume sale solo del +1,5%. Questo perché nel comparto di cibi e bevande i listini al dettaglio stanno salendo a ritmo più sostenuto rispetto all’inflazione, impattando sui consumi degli italiani”. “Numeri quelli sul commercio che purtroppo sono destinati a peggiorare qualora la crisi del Medio Oriente dovesse proseguire ed avere effetti negativi sui prezzi al dettaglio portando a nuovi rialzi dei listini e a ulteriori tagli di spesa da parte delle famiglie”, conclude il Codacons.

 

Commercio: Unc, dati ottimi ma superati dallo tsunami in arrivo

 

 

Secondo i dati, a gennaio le vendite in valore al dettaglio salgono dello 0,6% sul mese precedente e del 2,3% su gennaio 2025. “Dati ottimi! L’anno inizia nel migliore dei modi, con variazioni tutte positive: alimentari e non alimentari, in valore e in volume. Peccato si riferiscano a un mondo che non c’è più e che ora con la guerra in Medio Oriente stia per arrivare uno tsunami”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sulle vendite. “È evidente che se questa guerra proseguirà a lungo c’è il serio pericolo che ricapiti quanto accaduto dopo l’invasione dell’ucraina: esplosione dell’inflazione con conseguente riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e inevitabile contrazione dei consumi”, prosegue Dona. “Uno scenario che può essere impedito solo bloccando sul nascere ogni tentativo di speculazione. Purtroppo, le nostre Authority, a cominciare dall’Antitrust, non hanno gli strumenti per frenare i rincari ingiustificati, come testimoniamo tutte le precedenti crisi, dall’Ucraina al Covid. Per questo da anni chiediamo, in occasione di ogni legge annuale sulla concorrenza, interventi legislativi seri per poter bloccare i rialzi anomali dei prezzi”, conclude Dona.

Red

Related posts

Confartigianato: “La stretta monetaria di Bce soffoca il credito alle imprese”

Redazione Ore 12

Confagricoltura: “Ortofrutta settore in grave sofferenza. Necessarie misure per garantire il futuro alle imprese e all’economia”

Redazione Ore 12

Superbonus 110%, on line la guida pratica dell’Enea

Redazione Ore 12