“Occorre promuovere un maggiore sostegno finanziario per la lotta al degrado del suolo, alla desertificazione e agli effetti della siccità, attraverso approcci innovativi basati su investimenti pubblici e privati, come già rappresentato durante le presidenze italiane del G20 e del G7”. Lo dice Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, aprendo i lavori della sessione della ministeriale G7 in corso a Parigi dedicata alle sfide della desertificazione e dell’acqua per la sicurezza e la salute. “In un contesto di sfide e crisi ambientali e di equilibri fragili nel quadro geopolitico – spiega Pichetto – è fondamentale porre al centro il legame tra desertificazione, degrado del suolo e siccità con il benessere delle persone, ampiamente visibile dalla frequente coincidenza tra i luoghi di provenienza dei flussi migratori e di conflitti con le aree soggette a desertificazione. L’impegno del G7 sulla materia non potrà che rafforzare positivamente i lavori della prossima Cop17, ad agosto in Mongolia”. Poi Pichetto ricordato che il ministero dell’Ambiente italiano “ha promosso già dal 2020 un progetto per sostenere dal 2020 undici Paesi nell’area del Sahel attraverso un ampio programma gestito dalla Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione che mira a promuovere il recupero dal degrado e dalla desertificazione, con la creazione di competenze e opportunità economiche per le comunità locali, in particolare donne e giovani”. Sul tema dell’inquinamento delle acque, Pichetto rileva come il problema richieda “un approccio combinato, che include prioritariamente la prevenzione alla sorgente, una regolamentazione adeguata, la riduzione delle emissioni nell’ambiente attraverso le migliori tecnologie e la cooperazione con gli altri Paesi. Come coalizione G7 per l’acqua, lanciata sotto la presidenza italiana, possiamo elevare il dialogo e la collaborazione anche su questo preoccupante tema, condividere esperienze, esplorando la possibilità di integrazione delle piattaforme tecnologiche, una ricerca coordinata e nuove strategie industriali”. Il ministro citato in proposito lo sviluppo della piattaforma tecnologica nazionale Sim, il Sistema integrato di monitoraggio, che “utilizza sensori, modelli e sistemi quale strumento principale per tutelare l’acqua, l’ambiente, le infrastrutture critiche, la stabilità economica e la coesione sociale”. Inoltre Pichetto mette in evidenza che “il G7 può promuovere standard industriali e di circolarità” ed essere “catalizzatore per coordinare la ricerca e lo sviluppo di soluzioni innovative per ridurre l’emissione delle sostanze nell’ambiente”, ricordando che “tecnologie come il biorisanamento, le soluzioni basate sulla natura, i metodi di monitoraggio innovativi devono diventare parte integrante delle politiche pubbliche e degli investimenti privati. Nel percorso per contrastare l’invasione di queste sostanze ogni azione conta”.
