Molte delle valutazioni fatte un anno fa “devono essere riproposte e delineano il consolidarsi di alcune tendenze. Si assiste ad un lento ma progressivo miglioramento della situazione”. Così il primo presidente della Corte di Cassazione, Pietro Curzio, nella relazione sulla amministrazione della giustizia nel 2022 in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nella sede della Corte.Il primo intervento è stato proprio quello del primo presidente della Cassazione, Pietro Curzio, mentre Nordio, ministro della Giustizia,ha voluto chiarire che “ogni futura riforma” in tema di giustizia, prima di essere affidata alle valutazioni del Parlamento, “si comporrà attraverso l’ascolto di tutte le voci del sistema giustizia, dall’avvocatura all’accademia e alla magistratura”. Poi ha definito l’autonomia e l’indipendenza dei giudici come “un pilastro della nostra democrazia”.La relazione del primo presidente della Cassazione Pietro Curzio ha sottolineato come “un’ombra inquietante” pesa sull’Italia, circa la metà degli omicidi sono avvenuti nell’ambito dei rapporti familiari ed affettivi e una parte molto consistente, 122 su 310, vede come vittima la donna, spesso ad opera del partner o ex partner”. Tuttavia, per il numero di omicidi, in generale in calo nell’ultimo anno, l’Italia si dimostra “uno dei Paesi più sicuri in Europa”. Grossi passi avanti poi nella lotta a mafia e terrorismo, come confermato da un recente “arresto importante”, ha sottolineato Curzio riferendosi alla cattura di Matteo Messina Denaro.Nella relazione, Curzio, ha affrontato anche altri temi: “Continua il processo di riduzione del contenzioso, tanto nel civile quanto nel penale”. Così ha aperto la sua relazione il primo presidente della Cassazione Pietro Curzio, che ha però subito parlato di “un’ombra inquietante” che pesa sull’Italia: “circa la metà degli omicidi sono avvenuti nell’ambito dei rapporti familiari ed affettivi e una parte molto consistente, 122 su 310, vede come vittima la donna, spesso ad opera del partner o ex partner”. Tuttavia, per il numero di omicidi, in generale in calo nell’ultimo anno, l’Italia si dimostra “uno dei Paesi più sicuri in Europa”. Inaccettabile invece “il numero delle morti bianche, che anche quest’anno ha superato il livello di 1000 casi, con l’inquietante ritmo di tre morti al giorno”, ha detto sempre Curzio. Nei primi dieci mesi del 2022, le denunce “sono aumentate del 32,9% rispetto al 2021” e le malattie professionali hanno visto un aumento delle denunce del 10,6%. I dati confermano la “pesante e grave conferma” della situazione di pericolo e rischio nel mondo del lavoro.Sarà fondamentale spingere sull’assunzione di nuovo personale, tendenza già iniziata grazie ai fondi del Pnrr. L’inserimento di più risorse umane – ha detto Curzio – è unpassaggio fondamentale per il buon funzionamento del settore della giustizia, per troppo tempo caratterizzato da “riforme a costo zero”. Un dato su cui riflettere: sono 1458 i magistrati che mancano al sistema giudiziario. Nei 47 Paesi europei che aderiscono al Consiglio d’Europa, ha rilevato Curzio, “in media vi sono 22,2 giudici togati ogni 100mila abitanti, mentre in Italia sono solo 11,9”. Sulle riforme che continuano a dividere la politica, Curzio ha detto che “non spetta” ai magistrati “dare giudizi sulle scelte di politica legislativa che il Parlamento ed il governo hanno operato. Tuttavia, “il programma attuativo originariamente fissato” è stato “modificato, posticipando alcune parti ed anticipandone altre” e quindi si sono creati motivi “di criticità”. Necessario “un periodo di adattamento” e di “rodaggio”.Da dire anche del debutto di Pinelli, nuovo Vicepresidente del Csm cheha detto di sentire “tutta la responsabilità del compito appena affidato a tutti i nuovi consiglieri, e a me che oggi li rappresento. Sono, e siamo tutti, consapevoli della delicatezza della funzione che siamo chiamati a svolgere: garantire l’autonomia e l’indipendenza dell’ordine giudiziario, pilastro della democrazia”. Il Csm affronterà “le sfide, numerose e complesse, del sistema giustizia, portando avanti al contempo l’ideale del magistrato che noi riteniamo debba essere perseguito: il magistrato che si distingua per il rigore professionale, per il riserbo in tutti i comportamenti, e per il rispetto della dignità delle persone. L’esercizio del potere giudiziario deve sempre compiersi nel rispetto della sottoposizione alla legge del magistrato e nella piena tutela della dignità della persona”.
