In un colloquio con Matteo Salvini, Silvio Berlusconi ha ribadito l’importanza della compattezza del centrodestra in vista dell’elezione del presidente della Repubblica. “L’unità della coalizione è sempre stata un valore da preservare. Non possiamo sprecare questa occasione di dire la nostra”, ha detto il leader di Forza Italia. Berlusconi e Salvini hanno in programma venerdì un incontro con la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Dopo alcune incertezze, in queste ore Salvini punta le sue carte su Berlusconi: “Centrodestra compatto e convinto nel sostegno a Berlusconi, non si accettano veti ideologici da parte della sinistra. Spero che nessun segretario e nessun partito si sottraggano al confronto ed alla responsabilità”. Berlusconi sarebbe veramente a un passo dal Colle. Il conteggio dei gruppi parlamentari di centro-destra, senza contare la pattuglia di Coraggio Italia, il movimento di Toti che da segnali di voler sfilarsi, è ad un passo dalla soglia del numero magico. Al quarto scrutinio la maggioranza richiesta per l’elezione del tredicesimo presidente della Repubblica italiana, cinquanta più uno dei 1009 che hanno diritto al voto, è 505. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia sono oggi su per giù a 480. Bisognerà poi aggiungere qualche franco tiratore del Misto, dei 5S, di Italia Viva. E dei ripensamenti nel gruppo di Toti. Un’ipotesi altamente probabile di vittoria di Berlusconi che riporta in campo Mattarella. Lo scontro, tra i due schieramenti, sarà più duro di quello che si possa immaginare. I segnali arrivano dalle posizioni di Letta e Tajani. Il segretario del Pd l’ha intuito è continua ripetere che le trattative possono partire solo con il ritiro della candidatura di Berlusconi; e strizza l’occhio a Mattarella: “Triste quando lascerà”. Tajani tira dritto: “Su Berlusconi non accettiamo veti: avrà i numeri che servono”. Conte non può che seguire Letta. Salvini e Meloni idem col Cavaliere.
aggiornamento elezioni Quirinale del 13 gennaio ore 14.45
