“Colpevole di cospirazione per ottenere e diffondere informazioni sulla difesa nazionale”. Poche e tuttavia pesanti parole per mettere fine a un calvario giudiziario durato 14 anni. Julian Assange si è dichiarato colpevole davanti alla giustizia americana nel tribunale di Saipan, sulle Isole Marianne Settentrionali, territorio Usa nell’Oceano Pacifico. L’ammissione del 52enne fondatore di Wikileaks faceva parte del procedimento del patteggiamento concesso dal presidente americano Joe Biden, che gli ha permesso di partire per la sua Australia da uomo libero. Da oggi Assange non potrà tornare negli Stati Uniti a meno che non gli venga concesso il permesso, ha annunciato il Dipartimento di Giustizia americano dopo il patteggiamento e la messa in libertà del fondatore di Wikileaks. “In conformità con l’accordo di dichiarazione di colpevolezza, ad Assange è vietato tornare negli Usa senza autorizzazione”, ha affermato il ministero in una dichiarazione pubblicata mentre il 52enne australiano è in volo per Canberra. Il jet privato con a bordo Assange è decollato dal territorio americano delle Isole Marianne Settentrionali dopo la sentenza.
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