Economia e Lavoro

Assoutenti: “A causa dei rincari una famiglia su 3 taglia acquisti alimentari”. Codacons contro Confcommercio

I maxi rincari nel settore alimentare hanno portato a profonde modifiche nelle abitudini degli italiani, al punto che una famiglia su tre è stata costretta nell’ultimo anno a tagliare la spesa per cibi e bevande. Lo afferma Assoutenti, replicando allo studio di Confcommercio secondo cui in Italia la crescita dei listini alimentari è stata inferiore a quella degli altri paesi Ue. “Da ottobre 2021 ad ottobre 2025 le vendite alimentari nel nostro Paese sono crollate in volume del -7,8%, ma nello stesso periodo i prezzi di cibi e bevande sono saliti di quasi il 25%, situazione che non ha eguali in Europa – spiega il presidente Gabriele Melluso – La costante crescita dei listini al dettaglio nel comparto alimentare ha portato ad una situazione paradossale: le famiglie italiane spendono sempre di più per un carrello sempre più vuoto”. “Per questo ci aspettiamo che l’indagine conoscitiva sull’andamento dei prezzi alimentari, che Confcommercio dovrebbe sostenere, faccia finalmente chiarezza sulle anomalie che hanno danneggiato le famiglie portando ad una crescita fuori controllo dei listini al dettaglio” – conclude Melluso.

 

Prezzi del cibo, Codacons contro Confcommercio

 

C’è poi da dire che Codacons sui rincari, è il caso di dire, rincara la dose  i dati diffusi da Confcommercio sono “fumo negli occhi” per il Codacons, un tentativo maldestro di negare la realtà che è sotto gli occhi di tutti: gli abnormi rincari che si sono abbattuti sulle famiglie italiane negli ultimi anni.
Affermare che all’estero i listini dei generi alimentari sono saliti in modo più sostenuto rispetto all’Italia, senza considerare tutte le altre variabili economiche che caratterizzano ogni Paese, è sbagliato e fuorviante – spiega il Codacons – Ad esempio Confcommercio dimentica di specificare che nel periodo 2010-2024 il reddito reale disponibile delle famiglie, secondo Eurostat, è salito in Germania del +17%, in Francia del +12%, in Spagna del +8%, mentre in Italia la crescita dei redditi familiari, nello stesso periodo, si è fermata ad un misero +1%.
Questo significa che, in termini reali, all’estero gli aumenti dei prezzi dei generi alimentari sono risultati inferiori rispetto all’Italia, e i rincari di cibi e bevande hanno avuto un impatto molto più limitato sulle tasche delle famiglie – prosegue il Codacons – La verità è che dopo l’escalation dei prezzi legata a caro-energia e guerra in Ucraina i rincari non sono rientrati, e anzi i listini hanno continuare a crescere in modo del tutto ingiustificato, portando l’Antitrust ad accogliere la nostra richiesta e accendere un faro su possibili speculazioni a danno dei consumatori.

Red

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