E’ di almeno 300 vittime il bilancio complessivo delle proteste in Bangladesh, dopo la morte di 94 persone nella giornata di domenica, la più letale in settimane di manifestazioni antigovernative. È quanto emerge da un conteggio dell’agenzia di stampa Afp basato sui rapporti della polizia, dei funzionari e dei medici degli ospedali. «La scioccante violenza in Bangladesh deve finire», ha detto l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, esortando il governo a cessare di prendere di mira i manifestanti pacifici. «Sono profondamente preoccupato che ci potranno essere ulteriori perdite di vite umane al raduno di massa previsto a Dacca e per la presenza dell’ala giovanile del partito al governo che si è mobilitata contro i manifestanti,», ha precisato Turk in una nota. Intanto sul terreno pugno di ferro del Governo con coprifuoco notturno, tagli alla rete internet, gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Centinaia di migliaia di manifestanti e studenti sono scesi in piazza nelle ultime ore annunciando una campagna di disobbedienza civile per chiedere le dimissioni della primo ministro Sheikh Hasina, eletta per un quarto mandato consecutivo a gennaio in un voto boicottato dalle opposizioni. Ma l’impatto con le forze della sicurezza è stato drammatico.
