La portavoce della Casa Bianca, Caroline Leavitt, ha dichiarato in una conferenza stampa che “il Presidente Donald Trump ha saputo che in Iran si sarebbero dovute svolgere 800 esecuzioni e che queste sono state sospese”. Ha aggiunto che “il Presidente e il suo team stanno monitorando attentamente la situazione, tutte le opzioni sono sul tavolo”. Leavitt ha anche confermato che Trump ha parlato con il primo ministro Benjamin Netanyahu, ma non ha rivelato dettagli della loro conversazione.
Gli Stati Uniti auspicano una soluzione diplomatica piuttosto che militare in Iran, ha precisato l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff, dopo che fino a mercoledì il presidente Donald Trump aveva lasciato intendere un nuovo intervento in sostegno delle proteste contro il regime. Witkoff ha confermato un contatto con gli iraniani mercoledì e che “una delle cose che ci preoccupavano sulle uccisioni, le impiccagioni di massa, è stata accantonata”.
In un intervento all’Israel American Council in Florida, Witkoff ha elencato le quattro questioni che un accordo diplomatico con l’Iran deve affrontare: arricchimento dell’uranio, programma missilistico, con Washington che chiede una riduzione degli arsenali, materiale nucleare immagazzinato al momento, circa 2mila chili arricchito fra il 3,67 e il 60 per cento, e i gruppi che Teheran finanzia in Medio Oriente.
“Se vogliono fare ritorno nella comunità internazionale, possiamo risolvere questi quattro problemi in modo diplomatico, sarebbe una soluzione perfetta. L’alternativa invece no”, ha sottolineato Witkoff lodando come “incredibilmente coraggiosi” gli iraniani che scendono in piazza per protestare contro il regime. “Siamo al vostro fianco”, ha detto. Contemporanemente la Cina invita gli Stati Uniti a rispettare la Carta delle Nazioni Unite e ad astenersi dall’uso della forza contro l’Iran, al fine di evitare una catastrofe nella regione. Così la Tass riporta le parole di Sun Lei, incaricato d’Affari Internazionali della Missione permanente della Cina presso le Nazioni Unite. “Qualsiasi azione militare non farà altro che spingere quella regione verso un precipizio. Invitiamo fermamente gli Stati Uniti a rispettare gli obiettivi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e ad abbandonare la loro fissazione di usare la forza. Invitiamo inoltre tutte le parti a mostrare moderazione”, ha dichiarato il diplomatico cinese durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull’Iran. Lei ha sottolineato la necessità di uno sforzo di squadra da parte di tutte le parti per mantenere la pace e la sicurezza internazionale. Va detto infine che in queste ore il presidente russo Vladimir Putin ha avuto oggi una conversazione telefonica sulla situazione in Iran con il premier israeliano Benyamin Netanyahu, al quale ha confermato “la disponibilità della parte russa a continuare a intraprendere sforzi di mediazione appropriati, contribuendo a promuovere un dialogo costruttivo con la partecipazione di tutti gli Stati interessati”.
Red
Nella foto la portaerei nucleare Washington che si starebbe dirigendo nell’era di crisi
