È arrivato il parere dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, richiesto dalla famiglia del bambino trapiantato con il “cuore bruciato”. “Secondo l’ospedale Bambino Gesù” il bambino ricoverato al Monaldi di Napoli “non è più trapiantabile””, èa la dichiarazione del legale della famiglia, Francesco Petruzzi, in collegamento con trasmissione televisiva Mi manda Raitre. “Al Monaldi – ha continuato il legale – pare che si siano opposti con fermezza. L’opposizione proveniva dal medico che lo ha operato, il quale sostiene che sia ancora trapiantabile e quini per il momento rimane in lista trapianti, e che sarà lo stesso medico che l’ha operato, e che presumo sia indagato, a rioperarlo. Quindi io stamattina – ha aggiunto l’avvocato Petruzzi – mi devo recare dalla Polizia giudiziaria per una integrazione di querela. E’ – ha commentato – una vicenda molto strana”. ”Ci sono altre vicende che adesso si vanno a intrecciare, altre questioni – ha spiegato l’avvocato -. Loro hanno deciso, ce lo hanno comunicato formalmente: sarà lo stesso medico a operare eventualmente supportato da un’equipe del Bambino Gesù, ma il Bambino Gesù ha espresso parere negativo”.
Sequestrato il contenitore del trasporto
Intanto i carabinieri del Nas di Napoli, su delega della Procura, hanno sequestrato il contenitore utilizzato per il trasporto del cuore trapiantato al bambino di due anni e quattro mesi ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Monaldi. L’organo, secondo quanto emerso, sarebbe arrivato danneggiato. Il piccolo si trova attualmente in coma farmacologico.
PERIZIA SUL SISTEMA DI CONSERVAZIONE
Il box sequestrato è un sofisticato sistema di conservazione e trasporto degli organi, progettato per mantenere temperature controllate. Gli inquirenti hanno disposto una perizia tecnica che verrà affidata a consulenti nominati ad hoc per accertare eventuali anomalie o malfunzionamenti.
SEI INDAGATI TRA LE EQUIPE MEDICHE
I magistrati hanno iscritto nel registro degli indagati sei sanitari. Si tratta di componenti delle équipe che hanno seguito l’espianto del cuore a Bolzano e del gruppo che ha eseguito il trapianto a Napoli. A tutti viene contestato il reato di lesioni colpose. Insieme al contenitore, i carabinieri del Nas hanno acquisito l’intera documentazione sanitaria relativa alla vicenda, ora al vaglio degli investigatori.
IL BAMBINO PRIMO NELLA LISTA TRAPIANTI
Durante la trasmissione di Rai1 “La vita in diretta”, la mamma del bambino – Patrizia – ha fatto sapere di aver ricevuto una chiamata del ministro Orazio Schillaci inc cui la informava che il bambino è ora primo nella lista trapianti italiana. “È un filo di speranza. Attendiamo una buona notizia”, ha detto la donna ai microfoni del programma. La mamma, però, chiede che sia fatto uno sforzo in più e suo figlio sia inserito nella lista mondiale.
A tal proposito, contattato da “La vita in diretta”, il ministero della Salute ha assicurato che “la Rete nazionale trapianti è impegnata nella ricerca di un potenziale donatore per il bambino in attesa a Napoli che risulta il primo nella lista d’attesa per il suo gruppo sanguigno. Qualsiasi segnalazione compatibile, anche proveniente dall’estero, sarà immediatamente valutata e proposta al centro trapianti. Tutti i centri di donazione nazionale sono sensibilizzati e sorveglieranno eventuali donatori potenziali. Seguiamo costantemente l’evoluzione”.
LA FAMIGLIA: “CHIEDIAMO UN PARERE TERZO AL BAMBINO GESÙ”
Il legale della famiglia Francesco Petruzzi ha spiegato è intenzione dei genitori chiedere alla direzione sanitaria del Monaldi un parere medico indipendente all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, per valutare l’effettiva condizione di trapiantabilità del bambino e verificare anche la possibilità di un eventuale trasferimento.
“Con l’ospedale Monaldi è venuto meno il rapporto fiduciario”, ha aggiunto Petruzzi, sottolineando la necessità di una valutazione terza da parte di una struttura di eccellenza. Nel primo pomeriggio, ha riferito ancora il legale, la famiglia dovrebbe ricevere comunicazioni ufficiali sulle condizioni del piccolo al termine di un incontro con i sanitari del Monaldi.
LA REGIONE CAMPANIA: “FARE PIENA LUCE”
“Voglio esprimere la più profonda vicinanza alla famiglia del bambino: sono ore di grande apprensione e sofferenza”. Lo ha dichiarato in una nota il presidente della Regione Campania Roberto Fico. “È una vicenda gravissima e dolorosa – ha aggiunto – per la quale ho disposto l’attivazione dei poteri ispettivi e conoscitivi della Direzione generale per la tutela della Salute”. “Occorre fare totale e assoluta chiarezza su quanto accaduto e accertare ogni responsabilità, con la massima trasparenza e determinazione”, ha concluso.
PROCURA BOLZANO: “NON RICEVUTA NOTIZIA REATO”
In relazione alla vicenda, la Procura di Bolzano “non ha ricevuto nessuna notizia di reato”. “La notizia di reato, consistente in una querela presentata dai genitori del bambino che avrebbe dovuto ricevere l’organo donato, è stata presentata – si legge nella nota della procura bolzanina – nel circondario della Procura di Napoli, la quale sta indagando sulla vicenda. La Procura di Napoli ha informato dell’indagine in corso la Procura di Bolzano. Nella data di ieri è stato depositato contemporaneamente a Napoli ed a Bolzano un esposto da una associazione privata in relazione alla vicenda ed è stato aperto un procedimento ad ignoti per violazione dell’art. 590sexies CP anche presso la Procura di Bolzano”.
Le due Procure “sono in contatto tra di loro per valutare la competenza territoriale e gli ulteriori passi”.
Dire-Red
