di Giuliano Longo
Il primo ministro slovacco Robert Fico e il primo ministro ucraino Denys Shmyhal, mercoledì 25 gennaio, si sono incontrati presso una cittadina ucraina sul fiume Uz, poco distante dal confine fra i due Paesi. Come noto, Fico che recentemente ha vinto le elezioni nel suo paese membro della UE, non intende più inviare armamenti a Kiev,ne favorirne l’ingresso alla Nato, in sintonia con le posizioni dell’unghereseOrban.
Nel corso dell’incontro Shmygal ha riferito al presidente slovacco che Kiev non ha intenzione di rinnovare il contratto sul gas russo che arriva in ’Europa, la cui scadenza è prevista alla fine del 2024. “La posizione della parte ucraina è inequivocabile: il contratto di transito scade alla fine dell’anno, non parleremo con i russi e non rinnoveremo l’accordo”ha detto l’esponente di Kiev.
La dichiarazione del primo ministro ucraino contraddice il discorso video del primo ministro slovacco secondo il quale, nel corso dell’incontro, sarebbe stato raggiunto un accordo sulla continuazione del trasporto del gas russo attraverso l’Ucraina soprattutto verso la Slovacchia. Al momento e le affermazioni di parte ucraina appaiono più che altro una minaccia di ritorsione nei confronti delle recenti posizioni di Bratislava, sgraditissime a Kiev.
Ma nel dicembre 2024 andrà ia scadenza il contratto che Gazpromaveva firmato nel 2019, ben prima dello scoppio del conflitto, con la mediazione della Commissione europea,il cui obiettivo era quello di appianare ogni disputa che potesse ostacolare i rifornimenti da Mosca.
Oggi le possibilità che le due parti negozino un nuovo contratto secondo molti osservatori occidentali appaiono scarse. Ciò significa che il flusso di gas si interromperà, ponendo fine alle entrate dell’Ucraina derivanti dalle tariffe di transito e contestualmente alla fornitura di gas a Paesi come l’Austria e la Slovacchia,fortemente dipendenti dal gas di Mosca.
Tuttavia, al momento nemmeno il conflitto in corso, ha bloccato il tragitto del gas russo dall’Ucraina. Le reti ucraine dei gasdotti “Unione” e “Fratellanza” (nomi dell’era sovietica) hanno fornito nel 2023 circa 13 miliardi di metri cubi di gas di cui nel 2023la la metà del totale è giunta nella UE.
Sino alle recenti dichiarazioni del suo primo ministro nell’Incontro con Fico, l’Ucraina non ha voluto che tale transito transito cessi nel timore di contribuire alla distruzione della sua stessa infrastruttura.
Inoltre c’è da tenere con la concorrenza del TurkStream, sfruttata dalla Russia e fonte del 3% del gas russo in Europa, lasciando a Erdogan il ruolo di hub energetico europeo, senza il rinnovo dell’accordo l’Ucraina, amplificando il peso di Erdogancome mediatore e portatore di grandi interessi energetici.
Infine, nonostante diversi avvisi a Gazpromper mancati pagamenti delle royalties e dei diritti di transito, Kiev non ha mai negato ufficialmente che la quota annua dei diritti di transito pari 7,15 miliardi di euro prevista per il 2021-2024, non sia mai stata pagata. Così come Gasprom non ha mai dato seguito alle sue minacce di sospensione del flusso.
L’Ucraina ufficialmente non prende gas russo dalle reti, semmai lo riceve indirettamente da Paesi UE, tuttavia mantiene un suo ruolo nel sistema energetico che vincola Russia ed Europa.
Ad esempio, il gas russo è decisivo, passando dall’Ucraina, per coprire il fabbisogno della Slovacchia(al 95%) , e rappresenta la maggioranza assoluta della quota di importazione dell’Austria, Paese strettamente neutrale che nella condanna di Mosca non vuole andare oltre le semplici sanzioni.
L’Austria non vuole in alcun modo spaventare la Russia e risulta condizionata da una dipendenza del gas di Mosca al57%. Tutto questo, tra le altre cose, grazie alle reti passanti per l’Ucraina.
In ogni caso da qui al dicembre 2024 tempo ce n’è forse anche per una qualche risoluzione del conflitto evitando a Kiev la perdita di risorse finanziarie importanti anche per la ricostruzione. Ma si delinea anche un blocco di paesi UE, Austria, Slovacchia e Ungheria, che, anche per motivi energetici, rappresentano una spina sul fianco occidentale di Kiev.
aggiornamento crisi russo-ucraina ore 14.06
