La guerra di Putin

Kiev, prosegue il totonomi sulla sostituzione del capo dell’esercito ucraino Zaluzhny

 

Ormai a Kiev sono sempre più diffuse le voci dell’imminente sostituzione  del capo delle forze armate ucraine, il generale Valery Zalužnyj, una sostituzione che dovrebbe preludere ad un  cambiamento nella strategia dell’esercito ucraino nel 2024.

 

La deputata della Verkhovna Rada ucraina Maryana Bezuglaya, nota per le ripetute e dure dichiarazioni critiche rivolte al comandante, recentemente ha fatto i nomi dei tre possibili candidati che potrebbero prenderne il posto.

 

Innanzitutto quello del tenente generale Kirill Budanov,38 anni, capo della direzione principale dell’intelligence del Ministero della difesa ucraino, di cui ha già scritto anche Ore 12. Una figura mediatica ben nota in Ucraina e in Occidente. Budanov dirige, tra le altre cose, il sabotaggio e le operazioni sul territorio russo e, nel contesto dei cambiamenti nella strategia delle forze armate ucraine.

Un nome  abbastanza adatto se la situazione sulla linea di contatto dovesse peggiorare per Kiev, costringendo l’Ucraina a posizioni difensive e ad una tattica aggressiva nei confronti dei territori russi, non solo confinanti.

 

Il secondo candidato potrebbe essere il colonnello generale Alexander Syrsky, un 58enne originario della regione russa di Vladimir, che, in epoca sovietica, ricevette un’istruzione militare presso la Scuola superiore di comando delle armi combinate di Mosca.

Ma il suo passato moscovita pesa non tanto per la sua indubbia fedeltà alla bandiera ucraina, quanto per le critiche da Parte di alcuni vertici Nato e statunitensi per una condotta del conflitto che ricalcherebbe, anche se parzialmente, gli schemi tattici e strategici adottati dalla Armata Rossa.

 

 

Il terzo candidato è un un personaggio meno noto: il tenente generale Yevgeny Moysyuk, 44 anni, che in precedenza ha comandato le forze d’assalto aviotrasportate e attualmente ricopre la carica di vice comandante in capo delle forze armate.

Dal 3 dicembre 2014 ha comandato la difesa dell’aeroporto di Donetskfino alla completa distruzione dei locali dell’edificio, recentemente è balzato agli onori delle cronache  per aver comandato il ritiro delle forze ucraine daPisky nel settembre 2023, ri-occupata dai russi.

 

Per ora si tratta solo di voci alimentate dalla deputata  della Rada, anche se  lo stesso il ministro della Difesa ucraino Rustem Umerovaveva assicurato che Kiev non ha intenzione di rimuovere il comandante in capo dal suo incarico. Anche perché mancherebbe il pretesto per farlo tanto più che, nonostante i trionfalismi di Mosca, la linea del fronte è pressoché congelata.

 

Ma da perte russa si insinua la maligna ipotesi che il pretesto per la sua sostituzione potrebbe essere proprio l’abbattimento, in controverse versioni, dell’aereo che portava i prigionieri ucraini per lo scambio, vicenda che i media di Kievper ora tendono a negare o a giustificare.

 

Inoltre le posizioni espresse nell’intervista a suo tempo rilasciata dal generale al The Economist, coincidono con quello che è l’attuale orientamento degli strateghi NATO e americani che indirizzano l’Ucraina verso una solida posizione difensiva, sulla linea adottata dai rusi subito dopo la ritirata da Kherson nell’ottobre del 2022.

 

E’ anche vero che lo  scontro sotterraneo  ai vertici del potere politico e militare ucraino, in particolare tra Zelensky e  Zaluzhny, è in corso da almeno un anno. Almeno da  quando il generale espresse molte riserve nei confronti della difesa ad oltranza diBakhmut che impose all’Ucraina il sacrificio delle sue migliori brigate.

Lo scontro tra i due leader ha riguardato anche il modo di gestire la recente controffensiva, con il generale che non voleva sacrificare invano truppe e mezzi, mentre Zelensky temeva (e teme)  che se le truppe ucraine avessero cessato di attaccare e riconquistare terreno il flusso di aiuti occidentali si sarebbe ridotto o fermato. Come del resto sta accadendo.

Zelemsky per indebolire il generale, oltre a mettergli microspie negli uffici, ha rimosso in tempi rapidissimi diversi suoi stretti collaboratori, mentre rimuoveva tutti i vertici del ministero della Difesa, incluso il ministro Reznikov e tutti i viceministri e i direttori dei centri di reclutamento accusati di corruzione.

Infine va ricordato che il generale gode di un ampio consenso fra la popolazione, certificato dai più recenti sondaggi e anche di alcuni governatori degli oblast fra i quali quello importantissimo di Odessa.

Nei fatti  le dichiarazioni della deputata alla Rada appaiono più come il riflesso dello scontro interno ai vertici di Kiev dove Zelnsky stenterebbe a mantenere gli equilibri di potere. Inoltre è evidente che l’eventuale rimozione e la sostituzione di Zalužnyj, dovrebbe avere il Placet di Washington e della NATO:

GiElle

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