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Bohemian Grove, il club super segreto dell’élite Usa: da Bloomberg all’ex Ceo di Google, chi ne fa parte

di Roberto Vivaldelli (*)

 

In un colpo di scena che ha scosso i circoli più esclusivi degli Stati Uniti, è stata diffusa una lista di oltre 2.000 membri del Bohemian Grove. Si tratta del leggendario club maschile ultra-segreto situato nella contea di Sonoma, in California: un’enclave privata di circa 1.100 ettari tra i boschi di sequoie, famosa per il suo ritiro estivo di due settimane e circondato da un’aura di mistero impenetrabile da decenni.

La lista, pubblicata dal giornalista indipendente Daniel Boguslaw sul suo Substack Deeper States, include nomi di altissimo profilo provenienti da politica, finanza, tecnologia, media e intrattenimento. Tra le figure citate nelle prime ricostruzioni giornalistiche figurano ex sindaci, miliardari della Silicon Valley, grandi donatori politici, giudici della Corte Suprema, conduttori tv e celebrità. Insomma, la crème de la crème dell’élite Usa.

Cos’è il Bohemian Grove

Fondato nel 1872, il Bohemian Grove è un rifugio per l’élite Usa (solo maschi), con una club house a San Francisco e un vasto terreno boscoso a Monte Rio, a circa due ore a Nord della città. Il motto del club, “Weaving Spiders Come Not Here” (tratto da “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare), simboleggia l’obbligo di lasciare fuori gli affari e concentrarsi su arte, teatro, musica. Ogni luglio, i membri si riuniscono per due settimane, partecipando a cerimonie come la “Cremation of Care” un rituale simbolico che coinvolge l’incendio di un’effigie per “bruciare” le preoccupazioni quotidiane.

Il club è diviso in “campi” – simili a fraternità – con nomi evocativi come Mandalay, Hill Billies o Cave Man, che variano da piccoli gruppi a centinaia di membri. Storicamente, ha attirato figure potenti come il presidente Usa Richard Nixon, Ronald Reagan e il Segretario di Stato Henry Kissinger, il che ha alimentato dubbi e speculazioni sulle decisioni prese da una ristretta élite riunita in questo club alle porte di San Francisco: Mother Jones lo descrisse come il luogo dove “uomini che si riuniscono in silenzio prendono decisioni che ci influenzano tutti”. Dopotutto è difficile davvero pensare che uomini così ricchi e potenti possano riunirsi due settimane senza discutere, tra un cocktail e l’altro, di politica e affari, no?

I nomi di spicco

La lista evidenzia l’élite americana, divisa per campi. Tra i politici: Paul Pelosi (marito dell’ex Speaker Nancy Pelosi), Edwin Meese III (ex Attorney General sotto Reagan), Bobby Inman (ex direttore NSA), Carlos Bea (giudice della Ninth Circuit), James A. Baker III (ex Segretario di Stato) e Edwin Feulner (fondatore di The Heritage Foundation). Tra il mondo degli affari spiccano Charles Koch (CEO di Koch Industries), Riley Bechtel (erede Bechtel Corporation), i fratelli Fisher (fondatori di Gap Inc.), William Draper (pioniere del venture capital) e Mike Bloomberg (fondatore di Bloomberg LP ed ex sindaco di New York); mentre per quanto riguarda il mondo tech ci sono Eric Schmidt (ex CEO Google), Brook H. Byers (Kleiner Perkins), Tim Draper (investitore crypto) e David Gifford Arscott (venture capitalist Silicon Valley). Tra le celebrità si segnala la presenza della lista del conduttore Conan O’Brien, del defunto Jimmy Buffett, di Ken Burns, Jim Belushi e del giudice della Suprema Corte Clarence Thomas come ospiti frequenti.

Un insider ha rivelato al New York Post: «So che qualcuno è stato sospeso per aver portato dell’elettronica, non sono permessi né cellulari né computer. Quel ragazzo è stato sospeso perché ha portato un cellulare. Non c’è nudità, se ci fosse stata verrebbero buttati fuori all’istante». Quanto ai membri del club, nessuna dichiarazione. Eppure, nonostante la lista dei partecipanti sia stata resa pubblica, il mistero che avvolge il Bohemian Grove resta intatto…

(*) InsideOver

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