di Flavia Zandonati
C’è ancor attesa per il decreto attuativo necessario all’uso del Bonus trasporti 2023, l’emanazione del provvedimento era prevista per il 14 febbraio ma ad oggi nessuna traccia. I processi per l’attuazione definitiva delle misure decise dal Governo, si sa, sono spesso molto lunghi e tante volte sforano i tempi indicati in normativa, ed è quindi difficile indicare tempi certi entro i quali attendersi l’arrivo dell’ok definitivo.
Senza questo passaggio, i beneficiari rischiano di non poter accede alla misura, messa a disposizione del Governo dal 2022 con l’obiettivo di aiutare gli italiani nel pagamento degli abbonamenti mensili o annuali dei mezzi di trasporto cittadini. Il contributo era stato un vero e proprio successo dal momento della sua introduzione dello scorso anno, ma ormai da mesi le famiglie italiane restano in attesa per la proroga dell’aiuto, che tarda ad arrivare.
Nonostante la volontà dell’esecutivo Meloni, di dare ancora una volta una mano ai cittadini, tarda la pubblicazione del decreto attuativo che permetterebbe a milioni di italiani di richiedere il sussidio.
In generale il contributo può essere richiesto da persone fisiche con un reddito entro i 20 mila euro e come precisa la pagina del ministero del Lavoro dedicata all’agevolazione, deve essere usata entro il mese solare di emissione.
L a misura consiste in 60 euro destinati all’acquisto di abbonamenti mensili o annuali.
Il 28 febbraio il ministero ha risposto alle numerose richieste relative all’emanazione del decreto attuativo , nella nota si legge la conferma del bonus in questione per l’anno 2023 e ribadisce:
“ con decreto del ministero del lavoro e delle politiche sociali di prossima adozione sono definite le modalità di presentazione delle domande per il rilascio del buono e di emissione dello stesso”.
Sul sito del ministero sono esplicitate le modalità per richiedere il Bonus per sé stessi o per un beneficiario minorenne a carico. Nello specifico il richiedente può accedere con Spid o Carta d’Identità elettronica e deve indicare il codice fiscale del beneficiario, ad esempio il genitore può richiedere il bonus per il figlio minorenne, al termine della procedura di richiesta si ottiene un codice e/o un QR code da presentare in biglietteria, oppure on-line se previsto dal gestore, al momento del’’acquisto.
Rispetto al 2022, però, cambia qualcosa. Infatti se lo scorso anno poteva essere richiesto soltanto da persone fisiche con un reddito fino a 35.000 euro, nel 2023 dopo l’approvazione del governo Meloni del cosiddetto decreto Carburanti, il bonus è stato ristretto solo a coloro che nello scorso anno hanno percepito un reddito fino a 20.000 euro. Una platea abbastanza ridotta che poi potrebbe ridursi ulteriormente se il gestore del trasporto pubblico che si utilizza non rientra nella lista di quelli “convenzionati” col Ministero.
Non sono mancate le critiche da parte dell’opposizione nei confronti dell’esecutivo:“Il bonus trasporti è scomparso dal radar. Del decreto attuativo, che era atteso entro un mese dall’approvazione del Dl Carburanti in Cdm e quindi entro il 14 febbraio, non c’è traccia. Quindi degli sconti sugli abbonamenti dei mezzi pubblici non si sa nulla: l’esecutivo sembra essersi dimenticato della misura. Pertanto auspichiamo che la maggioranza suoni la sveglia insieme a noi ai suoi ministri”, aveva commentato in una nota il vicepresidente M5s Mario Turco.
