C’è una prima svolta nell’inchiesta sul triplice omicidio di Montagnareale, in provincia di Messina, dove sono stati uccisi tre cacciatori: i fratelli Davis e Giuseppe Pino e l’ottantenne Antonio Gatani. La Procura di Patti ha iscritto un uomo nel registro degli indagati. Ma presto potrebbero esserci altri indagati. Si tratta di altri cacciatori a cui sono stati sequestrati i fucili regolarmente detenuti. Per nominare i propri consulenti durante le perizie balistiche, necessitano di un legale. “Intanto – scrive il quotidiano La Sicilia- alcuni tasselli fermi ci sono. Il fratello maggiore, Giuseppe, è stato ucciso per primo. Davis per ultimo. Ed è stato ferito da un primo colpo, poi qualcuno si è avvicinato e gli ha inferto il colpo finale. L’anziano, Antonio Gatani, di 82 anni, è stato colpito all’addome, esattamente come gli altri due. Per questo è escluso che sia stato lui a “finire” Davis: nell’ipotesi che fosse stato ucciso dal fratello più giovane mentre si allontanava, il colpo sarebbe stato alle spalle. Per questo è ormai certa la presenza del quarto uomo. Così com’è certo che Gatani sia andato a caccia accompagnato da qualcuno. È lui il quarto uomo?
Interrogato nei giorni scorsi dalla procura di Patti e dai carabinieri, ha detto di avere soltanto portato l’82enne fin lì ed è poi andato via. Ma nessuno va in quella zona a caccia da solo, i cinghiali sono molto aggressivi e si va sempre in gruppo. La sua versione non regge di fronte ai dettagli che via via si stanno accumulando. Chiunque si trovasse in quel momento in contrada Caristia a pochi metri da Montagnareale è andato via senza dare l’allarme. A darlo, intorno alle 11, è stato un uomo che per caso passava da lì in motocross ed ha chiamato il 112, subito dopo aver visto il primo cadavere. Una volta sul posto sono stati i carabinieri a rintracciare gli altri due corpi. Erano tutti in linea retta, a distanza di 30 metri l’uno dall’altro”.
