Nuovi accertamenti tecnici irripetibili e il coinvolgimento di specialisti tedeschi nell’inchiesta sulla morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, decedute tra il 27 e il 28 dicembre 2025 in un caso che la Procura di Larino ritiene riconducibile a un duplice omicidio mediante avvelenamento da ricina. La procuratrice Elvira Antonelli ha notificato alle parti offese e agli indagati del filone per omicidio colposo la convocazione fissata per il prossimo 29 giugno alle ore 15 presso il Centro Antiveleni Maugeri di Pavia per il conferimento di un nuovo incarico collegiale finalizzato a ulteriori accertamenti tecnico-scientifici.
Secondo quanto si legge negli atti, saranno nominati il professor Christian Herzog, direttore del Centro per i rischi biologici e patogeni speciali del Robert Koch-Institut di Berlino, la ricercatrice Sylvia Worbs, specialista del laboratorio per le tossine biologiche dello stesso istituto tedesco, e il tossicologo forense Luca Morini dell’Università di Pavia. Il Robert Koch-Institut dispone infatti di strutture altamente specializzate per l’analisi di tossine biologiche come la ricina. Gli accertamenti riguarderanno anche ulteriori verifiche nell’abitazione di via Risorgimento a Pietracatella, dove vivevano le due vittime, alla ricerca di eventuali tracce della sostanza ritenuta responsabile dell’avvelenamento. Nell’attività sarà coinvolta anche la polizia tedesca attraverso le strutture specialistiche collegate all’istituto di Berlino. L’inchiesta principale procede per duplice omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’uso del mezzo venefico contro ignoti. Parallelamente resta aperto il filone per omicidio colposo che vede indagati cinque sanitari dell’ospedale Cardarelli di Campobasso.
Post precedente
