Economia e Lavoro

  Cantieri, via libera alla patente a crediti da ottobre. Novità e criticità del Decreto attuativo

di Wladymiro Wysocki (*)

Mercoledì 23 luglio, presso la sala D’Antona del ministero del lavoro di via Flavia, il Ministro Marina Elvira Calderone alla presenza delle rappresentanze sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale presenta il decreto attuativo che avvia ufficialmente la patente a crediti, già prevista dalla legge n. 56 emanata il 29 aprile scorso.

Dal primo di ottobre, per poter lavorare nei cantieri temporanei o mobili, imprese e lavoratori autonomi devono essere in possesso del requisito conditio sine qua non della patente a crediti, rilasciata in via telematica dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro in forma digitale a mezzo di idoneo portale.

Dopo svariati mesi di lavoro, con notevole ritardo secondo le previsioni del Ministro, si avvia piena applicazione alle disposizioni inerenti lo strumento di qualificazione delle imprese contenute nella legge n. 56/2024 che è andata a modificare integralmente l’articolo 27 del D. Lgs. n. 81/08 e s.m.i., il testo unico della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Viene ribadito che questo provvedimento non si fermerà al settore dei cantieri ma verranno coinvolte anche gli altri settori nelle fasi successive.

Fermo restando quanto previsto dalla legge n. 56/2024, del Decreto PNRR, viene fatta una sintesi delle proposte presentate dalle rappresentanze sindacali nel corso di questi mesi necessarie per la stesura e composizione del decreto attuativo.

Rispetto alla legge, già approvata e pubblicata, onestamente ci saremmo aspettati qualcosa di più specie negli aspetti di decurtazione dei crediti già previsti poiché proprio questi erano stati motivo di discussione e di qualche perplessità.

Purtroppo non abbiamo visto nel decreto nessuna miglioria in tal senso.

Il decreto è composto da otto articoli e un allegato.

Nel primo articolo vengono esplicitate le modalità di presentazione della domanda per il conseguimento della patente, dei documenti necessari per il primo rilascio dei crediti base (pari a 30) e i soggetti autorizzati alla presentazione della documentazione sul portale dell’ispettorato nazionale del lavoro.

Si basa su una autocertificazione per la dichiarazione del possesso dell’iscrizione della camera di commercio, del DURC, e del possesso della certificazione di regolarità fiscale mentre a mezzo della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà per gli adempimenti degli obblighi formativi in materia di salute e sicurezza, del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) e della designazione dell’RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione).

Si definiscono le modalità per le imprese e lavoratori autonomi rientranti in uno Stato membro dell’unione europea diverso dall’Italia piuttosto che non appartenenti all’unione europea.

Un passo avanti, nel panorama della prevenzione e sicurezza, è la centralità che viene data al rappresentante dei lavoratori aziendale o territoriale nell’essere sempre informati e aggiornati sullo stato di qualificazione dell’impresa.

L’articolo 2 contiene gli elementi informativi della patente, ma soprattutto sono da evidenziale le figure che possono accedere sul portale dell’ispettorato per verificare lo stato di qualificazione delle imprese quali i titolari della patente, le pubbliche amministrazioni, i rappresentanti dei lavoratori, gli organismi paritetici ma solamente quelli iscritti nell’elenco del repertorio del ministero del lavoro, il responsabile dei lavori, i coordinatori della sicurezza dei cantieri sia in fase di progettazione che esecuzione.

Nell’articolo 3 trova spazio l’aspetto più atteso e forse quello che ha trovato tutti unanimi, ovvero il provvedimento obbligatorio, e non più volontario, di sospensione della patente fino a dodici mesi in caso di infortunio mortale con colpa grave.

Il resto degli articoli sono tutti incentrati sulle modalità di recupero e integrazione dei crediti sia in caso di perdita, sospensione o integrazione adottando una sorta di investimento della sicurezza con diverse modalità dalla formazione alla documentazione.

Per dare un giudizio, di questo impianto normativo, posso tranquillamente sbilanciarmi nel dire che molto altro si poteva fare anche a seguito dei tanti e validi suggerimenti dati nelle sedi opportune, in incontri e tavoli di lavoro, ma presi dalla necessità di volere uscire con un provvedimento dichiarato e per dare una risposta all’emergenza nazionale degli infortuni e morti sul lavoro non si è dato particolare ascolto a quanto chiesto.

Sicuramente da una prima analisi sembra che da una parte si punti a una giusta azione di controllo e verifica fino alla sospensione ma dall’altra si è focalizzato un lavoro su come recuperare o gestire i crediti.

Ricordiamo che quindici crediti sono il tetto limite per poter lavorare.

Meritava una maggiore attenzione nell’integrazione sulla decurtazione dei crediti, previsti nell’allegato della legge n. 56/2024 di cui se ne parlava tanto ma che si è totalmente persa nel vuoto cosmico.

Come al solito si parte con una buona intenzione ma poi ci si ferma a metà strada, manca sempre quella forza, quel carattere per dare una svolta totalitaria, chiara ed efficace per fronteggiare questo dramma.

Si pensava che venissero fornite armi efficaci per combattere una guerra e invece abbiamo armi a metà.

Non mi soffermo sugli animi di diverse rappresentanze sindacali, ovviamente ognuno porta acqua al proprio mulino e in alcuni casi anche con critiche sterili e fini a se stesse come la critica di un provvedimento previsto solo per i cantieri.

Era già cosa nota a tutti da subito, in fondo tutto questo nasce proprio da quel sentimento straziante della tragedia di Brandizzo fino ai giorni nostri.

Non per questo si vuole escludere l’importanza di nessun settore ateco, ricordo la brutalità del gesto del bracciante agricolo di Latina, ma è pur sempre una novità giuridica che da ben sedici anni aspettava di venire alla luce.

È un inizio del quale saremo spettatori e attori di molte modifiche e sicuramente sarà esteso per tutti, prima o poi.

Adesso attendiamo la firma del Ministro e la sua pubblicazione ufficiale, adesso sta a noi a cercare di dare massima valenza a quanto studiato e a diffondere quella cultura della sicurezza atta a pensare al benessere dei lavoratori.

Quello che più di tutto preme è la tutela del lavoratore e non scaldare gli animi nel recepire questo provvedimento come una difficoltà per le imprese nel lavorare.

Tutto quello che è previsto già è vigente nella normativa attuale, si tratta solamente di definire ulteriormente un maggiore controllo e consapevolezza di tutti.

Se lavoriamo nello spirito del lavoro sano e sicuro, della tutela del lavoratore, se cambiamo la nostra forma mentis con una vera rieducazione nei luoghi di lavoro tutto diventerà decisamente più semplice.

Intanto, mentre si esponeva il nuovo decreto attuativo, un ragazzo di soli venti anni nel parmense ha perso la vita a causa di una folgorazione elettrica durante il lavoro di ristrutturazione in una abitazione privata.

Pensiamo al dovere morale che tutti noi abbiamo nel tutelare i lavoratori, di qualsiasi genere essi siano, perché tutti possano tornare sempre sani e salvi dalle loro famiglie.

 

*Esperto di sicurezza sul lavoro

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