Il direttore dell’Agenzia delle entrate, Vincenzo Carbone, è intervenuto questa mattina nell’ambito del ciclo di audizioni presso la Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera dei deputati, in merito alla verifica della conformità al principio di sussidiarietà della proposta del Consiglio di modifica del regolamento (Ue) n. 904/2010 sull’accesso della Procura europea (Eppo) e dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) alle informazioni sull’Iva a livello dell’Unione.
L’intervento proposto, osserva il direttore, punta a velocizzare e migliorare la qualità delle indagini per una più efficace attività di contrasto delle frodi transfrontaliere in materia di Iva. Le modifiche, infatti, consentirebbero ai due organismi interessati (Eppo e Olaf) di accedere ai principali sistemi di scambio di dati, come il Vies per le operazioni intracomunitarie, il Cesop per i pagamenti, e il Surveillance per le importazioni esenti. La modifica, sottolinea Carbone, apre la strada a una comunicazione più spedita e semplificata con il network di Eurofisc regolarizzando lo scambio di informazioni tra quest’ultimo, la Procura europea e l’Ufficio europeo per la lotta antifrode.
In particolare, la riformulazione del Regolamento prevede: un accesso da parte dei due organismi ai dati del Vies, Cesop e Surveillance sotto la supervisione dei funzionari Eurofisc; lo scambio spontaneo e su richiesta dei dati Eurofisc con la Procura europea e l’ufficio europeo antifrode (senza accesso diretto ai dati dell’applicativo Tna – Transaction network analysis). Eurofisc, ricorda l’intervento, è un efficace network multilaterale di allerta precoce contro le frodi Iva e, in particolare, contro le frodi “carosello”.
Complessivamente, il direttore dell’Agenzia valuta positivamente le nuove norme ed evidenzia che l’accesso ai dati Iva da parte di Eppo e Olaf può rafforzare le indagini e migliorare la cooperazione europea contro le frodi. L’Italia, oltre a essere uno dei Paesi dove la cooperazione con la Procura europea è ampiamente consolidata, già nel 2023 si era già espressa a favore di una più stretta collaborazione tra Eurofisc e Procura sui dati Iva.
Tuttavia, il direttore lamenta una mancanza di coordinamento a livello Ue nella collaborazione tra le Amministrazioni fiscali nazionali ed Eppo, e suggerisce di attuare un intervento che fornisca un quadro giuridico di riferimento più strutturato a supporto degli scambi di informazioni.
Inoltre, il direttore ritiene che debba essere meglio precisato il ruolo di supervisione dei funzionari Eurofisc e il coordinamento tra questi e le Amministrazioni fiscali nazionali per evitare sovrapposizioni.
Infine, Carbone ha sottolineato come l’efficacia delle informazioni trasmesse alla Procura sarà comunque vincolata alla capacità di lettura dei dati stessi da parte dei funzionari incaricati, mentre ha espresso perplessità riguardo l’accesso agli stessi dati da parte dell’Ufficio antifrode per i rischi di sovrapposizioni con gli organi incaricati delle indagini nei singoli Paesi (in Italia è il caso, ad esempio, della Guardia di Finanza). Quindi, nel caso in cui Olaf dovesse accedere alle informazioni in questione, sarà necessario assicurare uno stretto coordinamento da realizzarsi sia a livello nazionale (con l’Agenzia delle entrate, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e la Guardia di finanza), sia a livello europeo.
