“La notizia è questa: il procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi, lo stesso del fallimentare processo a Salvini per sequestro di persona, mi ha inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino libico Almasri. L’avviso di garanzia è stato inviato anche ai ministri Nordio, Piantedosi e al sottosegretario Mantovano, presumo per una denuncia dell’avvocato Luigi Li Gotti”. Queste le parole della Premier Meloni in un video diffuso nel pomeriggio di ieri. “Penso che valga oggi quello che valeva ieri: non sono ricattabile, non mi faccio intimidire“. “È possibile che per questo sia così invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore. Intendo andare avanti per la mia strada a difesa degli italiani soprattutto quando in gioco la sicurezza della nazione a testa alta e senza paura”, aggiunge Meloni.
‘Avviso’ a Meloni, l’Anm: “Solo un atto dovuto”
“Si segnala, al fine di fare chiarezza, il totale fraintendimento da parte di numerosi esponenti politici dell’attività svolta dalla procura di Roma, la quale non ha emesso, come è stato detto da più parti impropriamente, un avviso di garanzia nei confronti della presidente Meloni e dei ministri Nordio e Piantedosi ma una comunicazione di iscrizione che è in sé un atto dovuto perché previsto dall’art. 6 comma 1 della legge costituzionale n. 1/89″. Così in una nota l’Associazione nazionale magistrati. “La disposizione impone al procuratore della Repubblica, ricevuta la denuncia nei confronti di un ministro, ed omessa ogni indagine, di trasmettere, entro il termine di quindici giorni, gli atti al Tribunale dei ministri, dandone immediata comunicazione ai soggetti interessati affinché questi possano presentare memorie al collegio o chiedere di essere ascoltati. Si tratta, dunque, di un atto dovuto”.
