Economia e Lavoro

Cna: “ La Manovra, deve essere più a misura di piccole imprese” Le richieste di Confagricoltura

 

Ridurre i costi energetici, riordinare programmi  Transizione 5.0 , Industria 5.0 a misura di piccola impresa così da rendere più efficiente il sistema degli incentivi, accelerare sulle semplificazioni. Sono le indicazioni espresse da CNA alla riunione a Palazzo Chigi sulla manovra sottolineando l’esigenza di rimuovere gli ostacoli agli investimenti. Tra l’impatto dei dazi sull’export e l’incertezza che penalizza la domanda interna, la spesa per investimenti sarà ancora il traino di una crescita comunque debole. Al riguardo l’allargamento territoriale della Zes unica va nella giusta direzione ma occorre rimuovere il vincolo dei 200mila euro come investimento minimo per non tagliare fuori la quasi totalità delle piccole imprese. Inoltre, è necessario un impegno straordinario per sostenere le piccole imprese sui mercati esteri.
La Confederazione riconosce che la messa in sicurezza dei conti pubblici, e la conseguente uscita dalla procedura d’infrazione, sia un requisito essenziale, tanto più in un contesto internazionale dominato dalle incertezze politiche ed economico-finanziarie. Ma sono altrettanto necessari interventi per sostenere la competitività delle imprese e rafforzare il potenziale di crescita del Paese in una prospettiva di medio-lungo termine, considerato che a breve si esaurirà la spinta del Pnrr.
Più nello specifico, CNA ha evidenziato l’emergenza credito per le piccole imprese che richiede la conferma del sistema di garanzie, mentre giudizio positivo per la conferma per il 2026 dell’ecobonus al 50% rilevando l’esigenza che norme e incentivi devono avere certezza e stabilità nel tempo. Anche sulla nuova rottamazione, la Confederazione condivide l’impostazione del governo di un intervento mirato ai soggetti fiscalmente meritevoli. Infine, la componente lato entrate della prossima manovra non produca un aumento delle imposte sul sistema delle piccole imprese.

 

Manovra, Caponi (Confagricoltura): “Agricoltura in emergenza, servono misure concrete su fisco, lavoro e innovazione”

 

Va detto poi delle richieste formulate nelle stesse audizioni di Confagricoltura: Il Direttore generale di Confagricoltura, Roberto Caponi, dopo l’incontro a Palazzo Chigi sulla legge di bilancio, ha illustrato le priorità del mondo agricolo in questa fase particolarmente complessa per il comparto.

“È stato un incontro molto utile – ha dichiarato Caponi – durante il quale abbiamo rappresentato le difficoltà che le aziende agricole stanno affrontando: dal cambiamento climatico alle epizoozie, fino ai problemi legati ai dazi, sullo sfondo le preoccupazioni per una riforma della PAC che prevede una riduzione delle risorse di oltre il 22% e che si presenta molto complessa.”

Il Direttore generale ha poi sottolineato le principali richieste avanzate dalle imprese agricole: “Abbiamo chiesto la proroga del regime speciale dell’IRPEF agricola agevolata, con l’esenzione fino a 10mila euro e la riduzione al 50% fino a 15mila. Una misura importante che, a nostro avviso, deve diventare strutturale. Abbiamo chiesto di continuare a investire sulla digitalizzazione, rifinanziando Transizione 4.0, che è stato largamente utilizzato dalle imprese agricole con grande successo, magari utilizzando le risorse del PNRR che non sono state impiegate per il 5.0.

L’agricoltura vive oggi una vera e propria emergenza: la difficoltà nel reperire manodopera. “Per questo – ha aggiunto Caponi – abbiamo proposto al Governo di rendere più attrattive le retribuzioni, attraverso una riduzione della tassazione sugli incrementi derivanti dai rinnovi contrattuali e dagli straordinari. Infine, abbiamo chiesto il rifinanziamento della ZES unica per il Mezzogiorno, l’IVA agevolata al 4% per tutti i prodotti avicoli e l’istituzione di un fondo con dotazione adeguata per le emergenze destinato alle aziende agricole, utilizzabile senza particolari oneri burocratici.”

Red

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