Il premier sudanese, Abdalla Hamdok, è stato arrestato assieme ai ministri dell’Industria e dell’Informazione e posto ai domiciliari da un gruppo non meglio identificato di militari in quello che sembra essere un colpo di Stato. Secondo alcune fonti ad aver preso il controllo del Paese sarebbero i soldati fedeli al generale Burhan, ma poiché l’accesso alle comunicazioni è stato limitato è difficile sapere che cosa stia accadendo. Gli arresti sono avvenuti all’alba, ha confermato una fonte governativa all’Afp. Citando fonti non identificate, Al Hadath ha affermato che Hamdok si trova agli arresti domiciliari e che tra le persone arrestate figurano anche il ministro dell’Industria Ibrahim al-Sheikh, il ministro dell’Informazione Hamza Baloul e il consigliere per i Media del primo ministro, Faisal Mohammed Saleh. Sono stati arrestati anche il portavoce del Consiglio sovrano al governo del Sudan, Mohammed al-Fiky Suliman, e il governatore della capitale Khartoum, Ayman Khalid. Internet è stato tagliato in tutto il paese, hanno riferito i giornalisti dell’Afp sul posto, mentre i manifestanti si sono radunati nelle strade di Khartoum per protestare contro gli arresti. Al Jazeera, da parte sua, ha riferito che “l’accesso alle telecomunicazioni è stato limitato” nel Paese, “quindi è molto difficile ottenere informazioni su ciò che sta accadendo”. “I militari hanno anche bloccato tutte le strade e i ponti che portano nella città di Khartoum”, si legge. Il Sudan attraversa un periodo di forte crisi da quando un fallito colpo di Stato il mese scorso ha scatenato aspre tensioni tra gruppi militari e civili destinati a condividere il potere dopo la caduta di Omar al Bashir. Al Bashir è stato rovesciato dopo mesi di proteste di piazza nel 2019 e una transizione politica concordata dopo la sua rimozione avrebbe dovuto portare alle elezioni entro la fine del 2023.
