Esteri

Da Flotilla trattative aperte, ma senza cedere al blocco di Israele

 

“Non possiamo accettare perché – spiega la Portavoce della Delegazione italiana Maria Elena Delia – la questione degli aiuti è importantissima. Noi siamo pronti a valutare delle mediazioni, ma non cambiando rotta perché significa ammettere che si lascia operare un governo in modo illegale senza poter fare nulla. Abbiamo apprezzato le parole del Capo dello Stato e ne abbiamo colto l’emotività. Ma ci è sembrato che accettare spostasse l’attenzione dal punto centrale. Noi siamo dispostissimi a trovare un corridoio umanitario, che vorremmo fosse permanente, però questo non può essere un’alternativa a poter percorrere liberamente delle acque internazionali. Stiamo cercando di mettere in evidenza una stortura”, ha ribadito la portavoce italiana della Flotilla. Delia afferma quindi che “non c’è nessuna volontà di andare a farsi male per forza, noi chiediamo ai governi: è possibile dire a Israele ‘guardate che se attaccherete quelle barche in acque internazionali noi vi daremo delle sanzioni?’. Possiamo ragionare sulla possibilità che l’Italia metta un embargo sulle armi o rinunci ad alcuni accordi commerciali”, ha rimarcato. E poi ha aggiunto: “Israele potrebbe garantire che una volta al mese si apra un corridoio navale affinché le navi dell’Onu, non quelle della Flotilla, possano portare via mare degli aiuti. Ci sono tante possibilità ma bisogna fare qualcosa in più rispetto a chiedere a noi di non andare a Gaza”.

 

Meloni: “Bene l’opposizione sull’appello di Mattarella, garantire l’incolumità delle persone”

“Rivolgo un ringraziamento ai partiti e agli esponenti di opposizione che, raccogliendo le sagge parole del Presidente Mattarella – al quale siamo grati – hanno invitato gli attivisti della Flotilla ad accettare le soluzioni alternative proposte e in particolare a consegnare gli aiuti a Cipro, al Patriarcato di Gerusalemme”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni, secondo la quale “in questa fase è fondamentale lavorare per garantire l’incolumità delle persone coinvolte e non assecondare chi sostiene che l’obiettivo dell’iniziativa debba essere forzare il blocco navale israeliano. Una scelta che sarebbe estremamente pericolosa”.

Tajani: “Si può cambiare idea”. Conte: “Valutate bene, fate un supplemento di riflessione”

Per il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “si può anche cambiare idea: il no può diventare un sì. Perché c’è anche da proteggere tante vite umane e impedire che la situazione precipiti”. Dall’opposizione Peppe Provenzano (Pd) invita “a raccogliere la disponibilità del Patriarcato Latino di Gerusalemme”.

Si muove anche il leader del M5S, Giuseppe Conte: “fate un supplemento di riflessione, valutate bene. C’è un rischio di incolumità”.

 

Piantedosi: “Flotilla verso la zona critica, noi attenti alle piazze”

 

“C’è l’intenzione da parte di alcuni di trasformare questa causa, questa situazione e questa vicenda in qualcosa che potrà riflettersi nelle nostre piazze. I tempi previsti per l’arrivo della Flotilla in zona critica sono pochi giorni. Ho incontrato i miei collaboratori più stretti per stringere i ranghi e vedere come ci dobbiamo organizzare nelle principali piazze italiane”. Lo afferma il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, partecipando a ‘Libertà’, la festa di Forza Italia a Telese Terme (Benevento), in merito al tentativo di mediazione operato dal capo dello Stato, poi respinto dagli attivisti della missione umanitaria. Il titolare del Viminale stigmatizza anche le parole del segretario della Cgil Maurizio Landini: “Ha detto che se qualcuno farà qualcosa alle barche della Flotilla scatenerà lo sciopero generale. Indirettamente ha rispinto le nobili parole” del presidente della Repubblica.

Red

aggiornamento la crisi mediorientale ore 15.22

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