Economia e Lavoro

Comunicazione, Confcommercio s’interroga sull’attualità ed il futuro della filiera

 

Confcommercio ha “celebrato” a Roma, nella sede di Piazza Belli, la sua prima giornata della comunicazione con l’obiettivo di esplorare e analizzare i processi, i contenuti e gli strumenti nella società dell’informazione. Nel corso della giornata ci sono state due tavole rotonde incentrate sullo “stato di salute dell’informazione” e su “come è cambiato il modo di comunicare delle rappresentanze”. Ad aprire i lavori è stato il presidente di ConfcommercioCarlo Sangalli seguito da un intervento del direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana.

Fontana: “La carta stampata avrà sempre un suo ruolo”

Dopo il saluto del presidente Sangalli è intervenuto il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana che rispondendo ad una serie di domande ha parlato del futuro della carta stampata. “Bisogna cambiare punto di vista – ha detto Fontana – e chiedersi quanto avrà futuro un sistema dell’informazione che tenga insieme una componente di carta e le piattaforme digitali”. “Se guardiamo i numeri – ha aggiunto Fontana – dobbiamo fare una previsione scontata i numeri della carta stampata sono in calo sono in grande crescita i numeri dei lettori sul digitale abbonati compresi”. Secondo il direttore, “alla fine in un sistema articolato una componente di carta resterà sempre ed è anche utile per i lettori che vogliono avere un’esperienza diversa. Nel medio termine la componente digitale sarà maggioritaria ma noi del Corriere della Sera al momento non pensiamo di fare questa scelta”. Infine, Fontana ha risposto ad una domanda sul ruolo dei corpi intermedi oggi. “La disintermediazione è diventata un concetto che si persegue a livello politico. Il giudizio sulla disintermediazione non è positivo, questa provvisorietà con una continua ricerca di novità. Serve la ricostituzione di un tessuto reale potente ed efficace che mette in luce l’importanza del ruolo dell’intermediazione”. 

Leonardis: “Editoria catena del valore dove convivono carta e digitale”

Alla giornata della comunicazione ha partecipato che Alberto Leonardis, il presidente del Gruppo Sae che pubblica i quotidiani Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara. Leonardis ha sottolineato che “le imprese locali credono ancora che si possa agire a livello di comunicazione attraverso i giornali locali“. “L’editoria – ha detto Leonardis – è un catena del valore dove ci sono carta, digitale. Un azienda di comunicazione si fa forte di vari assetti e racconta il territorio. Noi crediamo nel futuro della carta stampata ma va riposizionata sul territorio. Abbiamo un approccio forte con i social con i nostri lettori più giovani“.  La prima tavola rotonda della giornata, moderata da Gianluca Comin, è stata animata dagli interventi di Luigi ContuDirettore Responsabile ANSA, Giulio GambinoDirettore responsabile The Post Internazionale-TPI, Francesco Nicodemoesperto di comunicazione e innovazione digitale e autore di “Disinformazia – la comunicazione al tempo dei social media” e Agnese PiniDirettrice Responsabile Quotidiano Nazionale. Secondo Contu, “a prescindere dagli strumenti che utilizziamo rimane l’importanza di fare informazione e offrire un servizio al pubblico”, mentre per  Gambino “l’integrazione tra informazione digitale e mainstream oggi è imprescindibile”. Pini ha invece sottolineato che tutte le imprese editoriali hanno capito che il pubblico paga per l’informazione di qualità” e anche secondo Nicodemo “noi abbiamo tante informazioni che non riusciamo ad elaborare. Bisogna puntare sui contenuti”.   

Bartoli: “I giornalisti devono raccogliere la sfida del cambiamento dell’informazione”

Secondo il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, “bisogna ricostruire le condizioni di profittabilità delle aziende editoriali”. “Servono più risorse dallo Stato per l’editoria, siamo il fanalino di coda in Europa. Occorre dare risorse a chi assume e fa innovazione e . non si tratta di una scelta etica ma è una scelta indispensabile”. Bartoli ha evidenziato che “il sistema editoriale italiano si è rifugiato in strategia assolutamente perdenti, bisogna trasferire risorse dagli Ott alle testate giornalistiche. Quindi bisogna pagare per i contenuti utilizzati sulle piattaforme”. Bartoli ha concluso il suo intervento ricordando che “non c’è attualmente business al mondo più redditizio di quello di creare un’industria di fake news”. Bisogna combattere il modello di amplificazione strutturale dei contenuti nocivi basati su certi algoritmi”. In questo scenario secondo Bartoli anche i giornalisti devono prendersi le loro responsabilità: “E’ indispensabile mettersi in discussione e accettare la sfida del cambiamento che richiede un’elevatissima professionalità”. 

Barachini: “Informazione bene pubblico che va tutelato”

La giornata della Comunicazione è stata “arricchita” dall’intervento di Alberto BarachiniSottosegretario all’Informazione e all’Editoria Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sono arrivato in un dipartimento molto delicato e la materia e così vasta che c’è grande bisogno di studio e di analisi”. “Non dobbiamo arrenderci – ha detto Barachini – ma dobbiamo contribuire a lottare perché l’informazione possa continuare a mantenere in piedi sistema tradizionale e digitale”. “L’informazione – ha aggiunto il sottosegretario –  un bene pubblico da tutelare e come tale va sostenuto dallo Stato. E’ altrettanto corretto però sapere come vengono utilizzati i fondi erogati”. Concludendo il suo intervento, Barachini ha osservato che “siamo in un momento interessante, pandemia e guerra mettono il sistema dell’informazione davanti a delle sfide reali. Il mondo è cambiato e questo è il mondo del delivery: dobbiamo distribuire gli strumenti informativi in modo da avvicinare il cittadino al mondo dell’informazione”.

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