Esteri

Comunità ebraica contro studenti Pro Pal a Roma, Pacifici: “Scuse allo studente, ma alcuni professori sobillano”

 

“Sono costernato e dispiaciuto per quello che è avvenuto. Contatteremo i genitori del ragazzo, che tra l’altro sono della nostra comunità, e ci scuseremo. Condanno il fatto, senza se e senza ma. Il problema non sono i ragazzi, ma alcuni professori mascalzoni che manipolano la mente degli studenti“. Riccardo Pacifici è il presidente del tempio di Monteverde (Nella foto). Stamattina era lì per le celebrazioni dello Yom Kippur, quando ci sono stati dei momenti di tensione con gli allievi del liceo artistico Caravillani, che col luogo di culto ebraico condivide un cortile, da anni. A rimetterci è stato un ragazzo della scuola, a cui è stata strappata una ciocca di capelli durante una colluttazione. Altre persone, tra cui un professore, lamentano spintoni e aggressioni. È intervenuta anche la polizia, “a cui abbiamo già consegnato i filmati delle nostre telecamere di sicurezza- rivela Pacifici- il responsabile ha fatto una deposizione di due ore”.

Cosa è successo stamattina? “Premetto che con i ragazzi del Caravillani abbiamo un ottimo rapporto e durante le occupazioni abbiamo anche cucinato per loro. In questi anni di convivenza hanno sempre avuto la sensibilità di evitare situazioni che potessero creare tensione, soprattutto dopo il 7 ottobre”. Oggi, invece? “Abbiamo sentito i cori ‘free Palestine’ mentre eravamo a celebrare lo Yom Kippur. Eravamo in 400 a pregare. Allora alcuni di noi sono usciti a fare le nostre rimostranze, in maniera educata ma risentita. Pregare è un diritto o no?”. Gli studenti e alcuni professori si sono sentiti aggrediti. Un professore ha sporto denuncia. “Questo professore, che denuncerò a mia volta- replica Pacifici- ha cominciato a filmarmi. Nessuno gli ha messo le mani addosso, lo provi se può; al massimo abbiamo alzato un dito per dire di non filmare. Poi ha messo via il telefono, ci siamo chiariti, si è scusato. Tra l’altro alcuni professori la vicepreside hanno preso le nostre difese”.All’uscita c’è stata l’aggressione allo studente. “La vicenda della mattina ci aveva molto turbato- racconta ancora Pacifici- e nel frattempo nella comunità si era sparsa la voce che era successo qualcosa. A quanto fuori dalla scuola pare c’è stata una colluttazione e ad un ragazzo con i capelli lunghi, maggiorenne, è stata strappata una ciocca e ha preso qualche ceffone. Perché sia stato picchiato non lo so, credo ci sia stato un fraintendimento. Forse ha detto ‘buona giornata’ e qualcuno ha frainteso…”. La miccia, insiste l’ex presidente della comunità ebraica di Roma, è stato il giorno molto particolare dello Yom Kippur: “Non dovevano fare quei cori proprio oggi. Nel pomeriggio, poi, non abbiamo potuto pregare con la gente che passava e ci sputava alle finestre. Abbiamo percepito il disprezzo”. Sebbene pronto a scusarsi con il ragazzo, Pacifici critica l’atteggiamento di alcuni professori. “Assolvo i ragazzi, era responsabilità dei professori vigilare. Lo sanno come funziona un’assemblea, un megafono… Ci sono alcuni professori delinquenti che sobillano gli studenti. I ragazzi sono condizionati dalla fake news: se fossero tutte vere le notizie che arrivano da Gaza andrei anche io a manifestare con loro, ma non è così. Se poi vogliono andare in giro per Roma a manifestare per Hamas possono farlo, o se vogliono solidarizzare con quella pagliacciata della Sumud… Noi abbiamo sopportato e sopportiamo, ma non è detto che tutti abbiano la stessa capacità di self control”.

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