La sede nazionale di Confcommercio ha ospitato il 3 dicembre scorso a Roma il Forum annuale organizzato dal Gruppo Nazionale Terziario Donna Confcommercio sul tema “Donne, Imprese, Futuro – Rappresentanza, Rappresentatività, Rappresentazione”. Nel corso dei lavori è stata presentata un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio sull’imprenditoria femminile nel terziario di mercato con un focus sulla componente straniera. Dall’analisi emerge che il terziario di mercato si conferma l’ambito di elezione delle imprenditrici: il 68,5% delle imprese femminili in Italia opera in questo settore, percentuale che sale al 76% per le imprese straniere e per le imprese under 35. Quello dell’imprenditoria straniera femminile nel terziario di mercato si presenta come un elemento dinamico, in rapida e continua crescita: in questo settore dal 2016 al 2024 le imprese femminili straniere sono cresciute del 24,9%, e sono 109.144, il 30% di tutte le imprese straniere. In tutte le Regioni la presenza delle imprese femminili straniere ed i loro tassi di crescita sono più alti rispetto a quelle italiane, mentre diversa è la distribuzione fra i comparti.
Lapini: “Abbracciare nuove dimensioni dello spazio di rappresentanza”
Ad introdurre i lavori della giornata è stata la presidente di Terziario Donna Confcommercio Anna Lapini. “Abbiamo scelto di parlare di Rappresentanza, Rappresentatività e Rappresentazione perché definiscono il lavoro di Terziario Donna, il gruppo che riunisce un vasto numero di imprenditrici del commercio, del turismo, dei servizi, delle professioni e della cultura in Confcommercio. Le imprenditrici che rappresentiamo sono titolari, ma anche socie e protagoniste di imprese non necessariamente femminili: per questo la nostra rappresentanza è il mandato di dare voce a una comunità ampia, che contribuisce alla crescita dell’intera collettività”.
“I dati dimostrano che più imprenditoria femminile significa più sviluppo. Tra i temi centrali c’è l’imprenditoria femminile straniera, in forte crescita: per rappresentarla davvero servono conoscenza dei dati e ascolto delle testimonianze, valorizzando chi opera secondo il principio “stesso mercato, stesse regole”. “Questo è il compito di Confcommercio: generare opportunità per territori, comunità ed economia. Terziario Donna può farlo perché ha la rappresentatività, ossia la capacità legittima e autorevole di esprimere interessi reali. Il terziario è la casa della maggior parte delle imprese femminili italiane, incluse quelle straniere. La nostra rappresentatività è rafforzata anche dalla contrattazione collettiva nazionale, che tutela milioni di lavoratori e soprattutto lavoratrici, con strumenti di welfare, conciliazione vita-lavoro, sanità integrativa, formazione, previdenza e norme specifiche per la genitorialità e contro la violenza di genere”.
“Arriviamo quindi alla rappresentazione, cioè al modo in cui raccontiamo il ruolo delle donne e delle imprese. Rappresentare significa riconoscere i cambiamenti, dare visibilità ai problemi reali e non oscurare fenomeni come la violenza psicologica, economica e soprattutto il femminicidio, che resta una tragedia che possiamo combattere solo attraverso un cambiamento culturale profondo. Anche per questo Terziario Donna, nella Giornata del 25 novembre, ha ribadito che la difesa della vita delle donne richiede l’impegno di tutti. Rappresentazione significa anche valorizzare la forza e la perseveranza delle imprenditrici: le trasformazioni culturali ed economiche richiedono tempo, e ne siamo consapevoli. Oggi Terziario Donna afferma di essere pronta ad abbracciare nuove dimensioni della rappresentanza. L’abbraccio, inteso come gesto politico, significa riconoscere l’altro, costruire comunità e sviluppare quella forza collettiva che nessuno possiede da solo. Come ricorda Ornella Vanoni, ‘anche solo un abbraccio ci salverà’. In un mondo attraversato da crisi e cambiamenti rapidi, è la capacità di accoglierci, sostenerci e restare unite che può davvero fare la differenza”, ha concluso.
Lusetti: “La lotta contro i contratti pirata una scelta di democrazia e giustizia economica”
Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcommercio con incarico alla contrattazione, ha partecipato ai lavori del forum di Terziario Donna soffermandosi sul tema del dumping contrattuale che penalizza le imprese e i lavoratori. “Confcommercio, con il contratto del terziario firmato insieme a Cgil, Cisl e Uil, sottoscrive il contratto che coinvolge il maggior numero di lavoratori del Paese. Parliamo di oltre tre milioni di persone che fanno riferimento al nostro accordo nazionale. È una responsabilità enorme, ma anche un punto di forza del nostro sistema di rappresentanza”.
“Abbiamo iniziato una battaglia chiara e determinata – ha detto Lusetti – contro le organizzazioni cosiddette pirata, scarsamente rappresentative, che firmano contratti applicati a poche migliaia di imprese, ma purtroppo in crescita. È una battaglia che non riguarda soltanto le dinamiche sindacali: è una battaglia di democrazia e di giustizia economica. Questi contratti creano concorrenza sleale, perché riducono tutele e diritti, e si intrecciano con questioni cruciali come la sicurezza sul lavoro. Per noi questa lotta è diventata un elemento identitario, una delle caratteristiche che definiscono Confcommercio”.
“E tutto questo – ha aggiunto Lusetti – è strettamente connesso ai temi che affrontiamo in questo forum: la parità di genere, la tutela della maternità, la qualità del lavoro nelle imprese del terziario. Non sono argomenti separati, sono parte di un unico sistema di valori e responsabilità”. “La parità di genere non si realizza solo con le norme, ma attraverso contratti credibili, applicati e rispettati. I contratti veri, quelli che firmiamo con le parti sociali, riconoscono il valore del lavoro femminile e lo sostengono concretamente con strumenti di welfare, congedi, conciliazione e tutele specifiche”.
